Nell’ambito dell’esame del Dl fiscale nelle Commissioni riunite Finanze e Lavoro pubblico del Senato è stato presentato un emendamento (16.1000) a firma dei relatori Emiliano Fenu (M5S) e Mauro Laus (PD) che riprende numerosi e differenti emendamenti presentati, e riconosce, tra l’altro, alle province autonome di Treno e di Bolzano delle somme relative alle entrate erariali derivanti dalla raccolta dei giochi. E’ quanto evidenziato dal senatore Fenu (M5S), relatore in Commissione Finanze.

Nel dettaglio, nella parte riferita ai giochi, prevede quanto segue:

Dopo l’articolo 16 inserire il seguente: Articolo 16-bis.

1. Al comma 7 dell’articolo 16 del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, le parole: “a ciascuna provincia autonoma con riferimento alle entrate erariali derivanti dalla raccolta dei giochi con vincita in denaro di natura non tributaria per gli anni antecedenti all’anno 2022 e` pari a 50 milioni di euro da erogare nell’anno 2021”, sono sostituite dalle parole: “alle province autonome di Trento e Bolzano con riferimento alle entrate erariali derivanti dalla raccolta dei giochi con vincita in denaro di natura non tributaria per gli anni antecedenti all’anno 2022 e` pari a 90 milioni di euro per la Provincia autonoma di Trento e a 100 milioni di euro per la Provincia autonoma di Bolzano da attribuire nell’anno 2021”.

La senatrice Toffanin (FIBP-UDC) ha chiesto sulla base di quali regole sia stata ripartita la dotazione finanziaria tra i vari enti territoriali. Il presidente D’Alfonso (PD) ha ricordato l’istituto delle quote di accesso e le decisioni in proposito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.

Il senatore Marino (IV-PSI) ha chiesto delucidazioni proprio relativamente alla parte dell’emendamento dei relatori riguardante le entrate dei giochi alle provincie di Trento e Bolzano. Quindi il senatore Steger (Aut (SVP-PATT, UV)), presentatore di un emendamento di analogo tenore, ha chiarito come la proposta dei relatori intenda superare un contenzioso con le Province autonome relativo alle entrate derivanti dalla raccolta dei giochi.

Il presidente Pesco (M5S), relatore in Commissione Bilancio del Senato sul Dl Fiscale, ha chiesto la relazione tecnica sull’emendamento dei relatori riguardante le entrate dei giochi alle province di Trento e Bolzano.

Di seguito l’emendamento dei relatori integrale:

16.1000

Relatori

Dopo l’articolo 16 inserire il seguente: Articolo 16-bis.

1. Al comma 7 dell’articolo 16 del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, le parole: “a ciascuna provincia autonoma con riferimento alle entrate erariali derivanti dalla raccolta dei giochi con vincita in denaro di natura non tributaria per gli anni antecedenti all’anno 2022 e` pari a 50 milioni di euro da erogare nell’anno 2021”, sono sostituite dalle parole: “alle province autonome di Trento e Bolzano con riferimento alle entrate erariali derivanti dalla raccolta dei giochi con vincita in denaro di natura non tributaria per gli anni antecedenti all’anno 2022 e` pari a 90 milioni di euro per la Provincia autonoma di Trento e a 100 milioni di euro per la Provincia autonoma di Bolzano da attribuire nell’anno 2021”.

2. Al fine di accompagnare il processo di efficientamento della riscossione delle entrate proprie, ai comuni della Regione Siciliana e` destinato un contributo di natura corrente, nel limite complessivo massimo di 150 milioni di euro per l’anno 2021.

3. Ai fini del riparto, i comuni sono raggruppati in fasce sulla base del rapporto tra le previsioni definitive del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilita` di parte corrente e le Entrate correnti dell’esercizio finanziario 2019, assegnando a ciascuna fascia la seguente misura percentuale del contributo di cui al comma 1: a) 10% alla fascia comprendente i comuni per i quali il rapporto sia compreso tra il 3,2 e il 6,4 per cento; b) 20% alla fascia comprendente i comuni per i quali il rapporto sia compreso tra il 6,5 e il 9,6 per cento; c) 65% alla fascia comprendente i comuni per i quali il rapporto sia oltre il 9,6 per cento; d) 5% alla fascia comprendente i comuni che si trovano in condizione di dissesto finanziario, o che hanno fatto ricorso alla procedura prevista dall’art. 243 bis del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e non rientrano nelle ipotesi di cui alle lettere da a) a c); e individuando, all’interno di ogni singola fascia, il contributo spettante a ciascun comune in proporzione al disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2019, al netto dei contributi di cui all’art. 52 del decretolegge n. 73/2021 e di cui all’art. 38 del decreto-legge n. 34/2019.

4. Il contributo di cui al comma 3, da destinare alla riduzione del disavanzo, e` ripartito entro 5 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato citta` ed autonomie locali, sulla base dei rendiconti 2019 inviati alla banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP), anche su dati di pre-consuntivo, e non puo` essere superiore al disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2019. A seguito dell’utilizzo del contributo, l’eventuale maggiore ripiano del disavanzo di amministrazione applicato al primo esercizio del bilancio di previsione rispetto a quanto previsto dai piani di rientro, puo` non essere applicato al bilancio degli esercizi successivi.

5. Ai comuni sede di capoluogo di citta` metropolitana con disavanzo procapite risultante dai rendiconti 2020 o dall’ultimo rendiconto disponibile, inviati alla banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP), anche su dati di pre-consuntivo, superiore a euro 700, e` riconosciuto un contributo complessivo di 150 milioni di euro nell’anno 2021 da ripartire in proporzione all’entita` del predetto disavanzo, al netto dei contributi di cui all’articolo 53 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e del comma 775 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, dell’articolo 52 del decreto-legge 5 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 e dell’articolo 38, comma 1-septies del decretolegge 34 del 30 aprile 2019, convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58. Il contributo di cui al primo periodo, da destinare alla riduzione del disavanzo, e` ripartito entro 5 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-citta` ed autonomie locali. A seguito dell’utilizzo del contributo, l’eventuale maggiore ripiano del disavanzo di amministrazione applicato al primo esercizio del bilancio di previsione rispetto a quanto previsto dai piani di rientro, puo` non essere applicato al bilancio degli esercizi successivi.

6. Il contributo di cui ai commi 2 e 5 e` iscritto in bilancio anche nel corso dell’esercizio o della gestione provvisoria. Le relative variazioni di bilancio possono essere deliberate sino al 31 dicembre 2021, in deroga a quanto previsto dall’articolo 175, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

7. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e` istituito per l’anno 2021 un fondo con una dotazione di 600 milioni di euro quale contributo statale a titolo definitivo alle ulteriori spese sanitarie collegate all’emergenza rappresentate dalle regioni e province autonome nell’anno 2021. Al finanziamento di cui al presente comma accedono tutte le regioni e province autonome in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario corrente secondo una ripartizione da definire sulla base di apposita intesa in sede di Conferenza permanete per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano da adottarsi entro il 31 dicembre 2021. Il Ministero dell’economia e delle finanze provvede all’erogazione alle Regioni e alle Province autonome delle relative spettanze. Le somme acquisite dalle Regioni e Province autonome a valere sul fondo di cui al primo periodo del presente comma concorrono alla valutazione dell’equilibrio finanziario per l’anno 2021 dei rispettivi servizi sanitari.

8. Le disposizioni di cui all’articolo 29 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, si interpretano nel senso che le autonomie speciali accedono al finanziamento con oneri a carico dello Stato per gli anni 2021 e 2022, in deroga alle disposizioni legislative vigenti in materia di compartecipazione al finanziamento della spesa sanitaria corrente, nonche´ alle condizioni di erogabilita` delle somme ivi previste. Il finanziamento e` erogato per stati di avanzamento delle attivita` secondo il cronoprogramma approvato e verificato dal Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza. In caso di mancato completamento delle attivita` di cui al medesimo articolo 29 nel termine perentorio del 31 dicembre 2022, come accertato dal Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, la regione o la provincia autonoma interessata decade dal diritto al finanziamento per la quota non maturata che, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e` riassegnata alle regioni e province autonome che abbiano completato le attivita` di cui allo stesso articolo 29, per quota d’accesso al fabbisogno sanitario standard dell’anno di riferimento.

9. Agli oneri derivanti dai commi 1, 2, 5 e 7, pari a 990 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede: a) quanto a 310 milioni di euro per l’anno 2021, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 26, comma 10 del decreto- legge del 19 maggio 2020, n. 34 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77; b) quanto a 380 milioni di euro per l’anno 2021 mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 290, della legge 27 dicembre 2019, n. 160. c) quanto a 94 milioni di euro per l’anno 2021, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 9-quater, comma 4 del decreto-legge del 28 ottobre 2020, n. 137 convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176; d) quanto a 116 milioni di euro per l’anno 2021, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 32, comma 1 del decreto-legge del 25 maggio 2021, n. 73 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106; e) quanto a 45 milioni di euro per l’anno 2021 mediante corrispondente utilizzo delle risorse del Fondo istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 34-ter, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196; f) quanto a 25 milioni di euro per l’anno 2021 mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; g) quanto a 20 milioni di euro per l’anno 2021, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

Tra gli emendamenti che saranno votati riguardanti i giochi risultano anche i seguenti:

5.8

de Bertoldi (FdI)

Dopo il comma 4, inserire il seguente:

“4-bis. Al fine di incentivare l’utilizzo delle tecnologie digitali anche in relazione agli obiettivi stabiliti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oltre che alla tutela della salute in ragione dell’emergenza epidemiologica COVID-19, gli scontrini dei giochi pubblici con vincita in denaro sono erogati anche in formato digitale. Le modalità sono stabilite con un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione. Alla data di entrata in vigore del predetto decreto, sono da ritenersi abrogate le disposizioni normative incompatibili di cui ai seguenti decreti del Presidente della Repubblica 7 agosto 1990, n. 303, 16 settembre 1996, n. 560, 24 gennaio 2002, n. 33 e 4 ottobre 2002, n. 240.”

16.13

Steger, Unterberger, Durnwalder, Laniece (Aut)

Sostituire il comma 7 con il seguente:

«7. In attuazione dell’accordo tra il Ministro dell’economia e delle finanze, la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e le Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di finanza pubblica per gli anni 2022 e successivi, la somma spettante, a titolo definitivo, a ciascuna Provincia autonoma con riferimento alle entrate erariale derivanti dalla raccolte dei giochi con vincita in denaro di natura non tributaria per gli anni antecedenti all’anno 2022 è pari a 90 milioni di euro per la Provincia autonoma di Trento e 100 milioni di euro per la Provincia autonoma di Bolzano.»

Manca all’appello invece l’emendamento – che era stato segnalato – riguardante il bingo:

5.35

Pittella (PD)

Dopo il comma 12, aggiungere i seguenti:

“12-bis. Dal mese di gennaio 2022, il canone mensile di cui all’articolo 1, comma 636, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è versato entro il giorno 10 del mese successivo, nella misura di euro 2.800 per ogni mese o frazione di mese superiore a quindici giorni e di euro 1.400 per ogni frazione di mese pari o inferiore a quindici giorni.”

“12-ter. Entro il 31 dicembre 2022, al fine di ottimizzare le funzioni statali in materia di organizzazione e gestione del gioco del bingo anche in conseguenza della epidemia Covid-19 ed in previsione della riattribuzione delle relative concessioni, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, su proposta del Direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, adotta un regolamento individuante le misure necessarie per garantire la sostenibilità della rete di raccolta del gioco e l’occupazione nel settore, nonché le modalità di innovazione e sviluppo tecnologico atte a garantire l’evoluzione dei sistemi di raccolta e delle modalità di gioco incentivando la diffusione delle tecnologie digitali.”

Conseguentemente:

a) al comma 15, sostituire le parole: “commi da 7 a 12” con le seguenti: “commi da 7 a 12-bis” e le parole: “35,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2029” con le seguenti: “50,3 per l’anno 2022, 38,3 per l’anno 2023 e 35,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2029”.

b) dopo il comma 15, aggiungere il seguente:« 15-bis. Ai maggiori oneri di cui ai commi 12-bis e 12-ter, si provvede, quanto a 14,7 milioni per l’anno 2022 e a 2,7 milioni di euro per l’anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.