“Dal nostro punto di vista la diffusione in questi anni sempre più capillare di luoghi in cui si possono giocare sostanzialmente soldi ha fatto aumentare questa piaga sociale che è l’azzardopatia. E’ stata nostra intenzione quella di cominciare a contrastare questa diffusione anche dal punto di vista fiscale, abbiamo fatto anche campagne per far si che gli esercizi commerciali sostituissero le macchinette con sistemi di gioco molto più sociali e meno pericolosi come il biliardino piuttosto che il classico flipper. Io rappresento un dubbio rispetto all’articolo 27 del collegato fiscale, nel quale al comma 2 (punto b) definisce il registro al quale i soggetti devono iscriversi. Volevo capire se chi ha un normale biliardino, un flipper o un ping pong può essere sicuro che non debba assolutamente registrarsi, perchè non si tratta in quel caso di gioco d’azzardo”.

Lo ha chiesto un deputato intervenendo in audizione in Commissione Finanze della Camera, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili.

A seguire il deputato Raffaele Baratto (Fi) ha affermato rivolgendosi a Mineo: “Ha fatto riferimento ad un fondo di 100mila euro nell’ambito del contrasto al gioco d’azzardo, iniziativa che è sicuramente meritoria però credo che sia davvero poco per un argomento così importante”.