La Commissione Finanze della Camera, ancora in riunione per il voto degli emendamenti al dl fiscale nel corso della mattinata, ha approvato la proposta che modifica le norme sull’obbligo del Registro degli operatori.

«Abbiamo concordato alcuni emendamenti per correggere il testo originario della norma» relativa al Registro. «Chiariremo che il criterio di esclusione dall’obbligo» dell’iscrizione «riguarda i giochi che non danno luogo a vincite in denaro di qualsiasi entità» come i calciobalilla o simili, aveva annunciato il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

Un chiarimento necessario, quello del governo e della maggioranza, per correggere un eccesso di zelo nel contrasto al gioco d’azzardo o forse l’esigenza di far cassa, che finirebbe per colpire anche le attività puramente ludico-sociali.

L’articolo 27, nella formulazione originale,  istituisce il Registro unico degli operatori del gioco pubblico presso l’Agenzia delle dogane edei monopoli, a decorrere dall’esercizio 2020. L’iscrizione al Registro costituisce titolo abilitativo all’eserciziodi attività legate al gioco pubblico ed è disposta (e rinnovata annualmente) dall’Agenzia, previa verifica del possesso da parte dei richiedenti di specifici requisiti e condizioni, anche finanziari. L’iscrizione e’ obbligatoria anche per i gestori, produttori e detentori di apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro. L’esercizio di qualsiasi attività funzionale alla raccolta di gioco in assenza di iscrizione al Registro, determina l’applicazione di una sanzione amministrativa di 10.000 euro e l’impossibilità di iscriversi al Registro per i successivi 5 anni. Sono previste sanzioni anche per i concessionari di gioco pubblico che intrattengano rapporti contrattuali funzionali all’esercizio delle attività di gioco con soggetti diversi da quelli iscritti nel Registro

Nella nottata l’emendamento, a firma Perantoni(M5S), è stato approvato.