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“Di Maio dice di essere dalla parte del popolo contro i poteri forti e le caste ma in realtà è l’esatto contrario. Il Dl Dignità che il governo si appresta a varare si configura come uno dei più grandi regali fatti ai giganti delle scommesse.

Non ci credete? Vi spiego come funziona, così proviamo a togliere un pò di ipocrisia… Con il divieto di pubblicizzare il gioco d’azzardo, Di Maio toglie qualche milione di fatturato agli editori, a chi vende pubblicità, ma fa un regalo da miliardi di euro alle società di scommesse che negli anni hanno acquisito una posizione di forza sul mercato. Il divieto di pubblicità, infatti, produrrà due effetti incontrovertibili: penalizzerà i tifosi di calcio italiani (le cui squadre avranno meno soldi a causa delle mancate sponsorizzazioni) e consentirà alle società di gioco d’azzardo più forti di consolidare ulteriormente le quote di mercato già detenute”.Lo scrive su Facebook Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera.

“In assenza di concorrenza sul mercato e di trasparenza sulle quote offerte dai diversi operatori, che ormai avviene prevalentemente attraverso la pubblicità -ha proseguito Bergamini- gli scommettitori che usano una determinata piattaforma per fare le proprie scommesse continueranno ad usare quella piattaforma. La mancanza di trasparenza sul payoff delle scommesse non indurrà alcuno ad avvalersi di altre società di betting. Guardando ai fatti, dunque, l’annunciata scelta di vietare la pubblicità sul gioco d’azzardo per contrastare la ludopatia è il gigantesco diversivo con cui Di Maio si appresta a fare un regalo miliardario alle società di scommesse più forti”.

“In realtà – ha concluso- se il ministro e il governo avessero voluto combattere la ludopatia senza compromessi avrebbero vietato il gioco d’azzardo, non la sua pubblicità. Invece vietando la pubblicità permetteranno agli operatori più forti di mantenere una rendita di posizione e renderanno le scommesse meno trasparenti per gli scommettitori occasionali della domenica. Il Dl Dignità è stato criticato da tutti su tutti i fronti. Di Maio, naturalmente, è libero di non ascoltare le associazioni degli imprenditori, le opposizioni, le mille voci che si sono levate contro il suo decreto, ma di queste sue scelte si assumerà ogni responsabilità. Può far credere quanto vuole che questa sia una legge contro le lobby e per la gente, ma il dato di realtà è che è l’esatto contrario. Il Dl Dignità si rivelerà una scommessa perdente ma a pagare il costo della schedina saranno gli italiani”.

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