Con 155 voti favorevoli, 123 contrari e nessun’astensione, l’Assemblea, giovedì 21 maggio, ha rinnovato la fiducia al Governo sull’approvazione del ddl n. 1811, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 19, per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, nel testo licenziato dalla Camera, la cui discussione è stata avviata nella seduta del 20 maggio, con la relazione del sen. Parrini.

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Nell’articolo 1 si legge che “Per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus COVID-19, su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso, possono essere adottate, secondo quanto previsto dal presente decreto, una o più misure tra quelle di cui al comma 2, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2020, e con possibilità di modularne l’applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus”.

E ancora: “Ai sensi e per le finalità di cui al comma 1, possono essere adottate, secondo princìpi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio nazionale ovvero sulla totalità di esso, una o più tra le seguenti misure”.

Tra cui la “chiusura di cinema, teatri, sale da concerto, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghi di aggregazione”.