“Non voglio andare contro la sensibilità di chi nei governi precedenti ha istituito questo divieto, però constato che non ha sortito gli effetti sperati. Penso che, date le circostanze, possa essere ragionevole ipotizzare una diversa e costruttiva regolamentazione che, mantenendo ferma la lotta alla ludopatia, consenta di sfruttare quei budget che comunque sono destinati ai club. Penso che si debba intervenire sul diritto di immagine usato dai concessionari, tant’è che al tavolo ci sarà l’agenzia dei Monopoli”. Lo ha detto in un’intervista a Il Sole 24 Ore il Sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali (nella foto), parlando del divieto di sponsorizzazione delle scommesse contenuto nel Decreto Dignità.

“Una premessa: il calcio italiano è un pilastro dello sport italiano, e non è solo quello super professionistico della serie A, dentro cui pure viaggiano realtà diverse. Ma l’attenzione del Governo – ha aggiunto Vezzali – deve essere rivolta a tutto lo sport e alle difficoltà che sta affrontando. Riguardo al calcio siamo intervenuti, pur nelle oggettive e gravi difficoltà del momento, con il credito d’imposta del 50% sulle sponsorizzazioni e con i ristori sui tamponi e altre spese sanitarie. Non dimentico poi le misure di cui hanno usufruito i club nel ‘Decreto Crescita’ e di quello degli ‘impatriati’, oltre alle agevolazioni sulle imposte. Lo sport, e il calcio, non devono però dimenticare come la crisi sia antecedente al Covid. Non si possono solo invocare aiuti di Stato: il Governo e la politica possono spingere sull’acceleratore, ma per un reale cambio di passo, c’è bisogno che anche il calcio cominci a correre”.

Non ritiene sia necessario un provvedimento quadro per accelerare la realizzazione di stadi moderni? Il presidente della Figc Gabriele Gravina a breve lancerà la candidatura per Euro 2028 o 2032. “Certo. In un secondo momento dovremo dedicarci a interventi più di ampio respiro come il tema degli impianti sportivi e non solo nella logica dei grandi eventi che pure dobbiamo incentivare -assicura Vezzali-. Ospitare grandi eventi sportivi in Italia è una delle prerogative delle linee guida di questa mia esperienza. Dovremmo costruire da subito un dialogo coi privati e ammodernare la legge sull’edilizia sportiva con i ministeri competenti”.

Quali riforme si aspetta che il mondo del calcio porti al tavolo? “Vorrei essere di impulso all’attuazione di temi sui quali riscontro resistenze ma che sono ben noti a tutti e che peraltro sono anche presenti nel programma del presidente Gravina: riforme dei campionati, sostenibilità, licenze, controlli e trasparenza nei bilanci e nelle partecipazioni societarie, flessibilità contrattuale con tetti salariali e budget, un freno alle commissioni dei procuratori, contenimento dei costi. Vogliamo, tutti insieme, realizzare il gol della vittoria. Ma per farlo c’è bisogno di azioni concrete”, conclude la sottosegretaria allo sport.

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