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Sullo stop alla pubblicità per il mercato del gioco pubblico a salvarsi sarebbero soltanto la «Lotteria della Befana» e gli spot dei Monopoli sul gioco responsabile e sicuro.

Ancora forti i dubbi dei tecnici del Mef sulla possibilità di introdurre una ciambella di salvataggio per i contratti pubblicitari e di sponsorizzazione in essere: se non sarà stralciata la norma scritta nell’ultima bozza verrà definita comunque una data spartiacque. Il condizionale resta comunque d’obbligo – si legge su Il Sole 24 Ore – perché il decreto d’estate approvato ieri sera dal Cdm potrebbe richiedere ancora un supplemento di istruttoria tecnica e politica per sciogliere tutti i nodi. E i tempi ci sono perché la promulgazione del provvedimento non potrà avvenire prima del rientro in Italia del Capo dello Stato previsto per la serata di venerdì.

Il contrasto alla ludopatia con lo stop di pubblicità e sponsorizzazioni a ogni forma di gioco ha richiesto già ieri più di un confronto sulle coperture: 200 milioni nel 2019 che saranno garantiti da maggiori controlli e un ritocco al Preu.

Allo studio, secondo quanto riporta Il Messaggero, ci sarebbe anche una nuova sanatoria dei centri scommesse esteri privi di concessione. Premesso che sarà difficile trovare operatori disposti a investire denaro e a partecipare a un bando di una gara con l’impossibilità di pubblicizzare il proprio prodotto, in realtà battere questa strada sarebbe un controsenso, visto che lo scopo del decreto dignità sarebbe quello di ridurre il gioco e non di aumentarlo. Ma pare che la richiesta ‘politica’ sia stata quella di recuperare il gettito necessario a coprire la norma all’interno dello stesso comparto delle scommesse.

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