Nella seduta del 23 settembre il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge della Regione Siciliana n. 18 del 21/07/2021 “Modifiche all’articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24”, in quanto “talune disposizioni in materia di pubblica sicurezza, eccedendo dalle competenze attribuite alla Regione Siciliana dallo Statuto speciale di autonomia e ponendosi in contrasto con la normativa statale, violano l’art. 117, secondo comma, lett. h), della Costituzione”.

La legge impugnata prevedeva quanto segue: “«Art. 1. Modifica all’articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24 1. La lettera a), del comma 5, dell’articolo 6, della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24, è abrogata (in questo caso si fa riferimento alla stipulazione di un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel caso di rescissione o risoluzione del contratto in essere, ndr). 2. All’articolo 6, della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24, è aggiunto il seguente comma: “Ai fini di quanto stabilito dal comma 1 (il quale spiega che per tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e per prevenire fenomeni da DGA, e’ vietata l’apertura di centri di scommesse, di spazi per il gioco con vincita in denaro nonche’ la nuova installazione di apparecchi per il gioco di cui ai commi 6 e 7 dell’art. 110 del Testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni, all’interno dei centri e degli spazi medesimi, situati ad una distanza dai luoghi sensibili di cui all’art. 1, commi 3 e 4, misurata in base al percorso pedonale piu’ breve, inferiore a: a) 300 metri per i comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti; b) 500 metri per i comuni con popolazione pari o superiore a 50.000 abitanti, ndr) del presente articolo, la stipulazione di un nuovo contratto da parte dell’originario contraente già autorizzato alla raccolta delle scommesse, anche con un differente concessionario, nel caso di risoluzione, scadenza, voltura della licenza o rescissione di un contratto in essere, non costituisce nuova installazione. Costituisce nuova installazione la cessione della licenza ad altro soggetto”.».