“Le ordinanze sono scelte ispirate dal principio di precauzione che hanno aiutato a ridurre il contagio e il numero dei nuovi casi. Il governo si è assunto la responsabilita’ di scelte difficili ma necessarie. Senza di esse la pressione sugli ospedali diverrebbe insostenibile. Dall’analisi dei dati, considerati soprattutto nel loro quadro evolutivo, emerge che l’insieme delle misure inizia a dare i primi risultati. E il prossimo monitoraggio dovrebbe confermare la discesa dell’Rt, che è passato in 4 settimane da 1,7 a 1,08: sono fiducioso che a breve l’indice possa scendere sotto 1 e questo è essenziale per portare il contagio sotto controllo. Le misure stanno funzionando e le valutazioni dei nostri scienziati si stanno rivelando fondate. A Marzo fu l’Italia a indicare la strada del lockdown per frenare l’epidemia. Adesso stiamo sperimentando una soluzione diversa”.

Lo ha detto il Ministro della Salute, Roberto Speranza (nella foto), durante l’informativa sul nuovo Dpcm e vaccini in Aula a Palazzo Madama.

“Per la stabilizzazione dei primi risultati c’è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una robusta cura di mantenimento. L’onda resta ancora molto alta quindi attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con lo scampato pericolo. Non facciamoci illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo. L’obiettivo del Governo è piegare la curva dei contagi senza ricorrere a un lockdown generalizzato.

Confermiamo il modello di classificazione per tre zone di rischio. Questo ha dato risultati soddisfacenti, i tecnici del ministero si stanno confrontando sui parametri, ma l’impianto di fondo sta funzionando, è uno strumento efficace che ci consente di agire in base al variare delle condizioni epidemiologiche. Durante le feste natalizie le limitazioni previste dovranno essere rafforzate limitando spostamenti tra regioni, evitando quelli internazionali, e nei giorni più importanti – 25/26 dicembre e 1 gennaio – vanno limitati anche gli spostamenti tra Comuni. Bisognerà evitare assembramenti nei luoghi di attrazione turistica.

A settembre, dopo il lockdown, eravamo a 1600 casi al giorno, adesso siamo ancora a 19.350 nuovi contagi, il picco più alto delle ultime settimane era stato sopra i 40mila casi. Le prossime festività vanno affrontate con estrema serietà, se non vogliamo nuove pesanti chiusure tra gennaio e febbraio. Senza consistenti limitazioni dei movimenti, un rigoroso rispetto delle regole di sicurezza, la convivenza col virus è destinata al fallimento. In società fortemente sviluppate come la nostra, la convivenza col virus è difficilmente realizzabile. Ecco perché servono misure chiare e rigorose. Non bisogna farsi illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo, non dobbiamo perdere la memoria, conosciamo il virus, sappiamo i danni che fa”.

Sulla scuola: “Le lezioni continuano ad esistere nella scuola elementare e in prima media anche nelle zone rosse. In linea con il quadro epidemiologico, cercheremo di portare in classe gli studenti delle scuole superiori“.

Sui vaccini: “A partire da gennaio probabilmente avremo i primi vaccini. Al momento non è intenzione del Governo rendere la vaccinazione obbligatoria. Il nostro obiettivo è raggiungere al più presto l’immunità di gregge. Siamo stati i primi a creare, con Germania, Francia e Paesi Bassi, un’alleanza per i vaccini. Il vaccino viene acquistato centralmente e offerto gratuitamente a tutti gli italiani perchè è un bene pubblico, un diritto che deve essere garantito a tutte le persone, indipendentemente dal reddito e dalla regione in cui ognuno vive o lavora. La campagna di vaccinazione sarà enorme e dovrebbe diventare un obiettivo per tutto il Paese. Occorre molto per questa sfida e non possiamo dividerci su questo. L’Italia ha opzionato 202 milioni e 573mila dosi di vaccino, che rappresenterebbero una scorta sufficiente per vaccinare tutta la popolazione, serviranno probabilmente due dosi per ciascuna persona, è per questo che la scelta è stata effettuata con la massima precauzione. Abbiamo sottoscritto tutti i contratti che l’Ue ha formalizzato, non vogliamo correre il rischio di non poter disporre di un vaccino. La corsa contro il tempo della comunità scientifica cammina con la massima sicurezza e tutti i protocolli: disporre di vaccini sicuri è un aspetto che non può essere subordinato a qualsiasi altro interesse. I primi a essere vaccinati saranno il personale sanitario e il personale delle Rsa. Priorità assoluta anche ai soggetti a rischio, per età e stato di salute. In via prioritaria saranno vaccinati operatori sanitari e socio sanitari, che hanno un rischio più elevato (1,4 milioni). In secondo luogo residenti e operatori delle Rsa: i residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave (570mila). In terzo luogo, saranno vaccinate le persone della terza età, che sono anche quelle che hanno più spesso patologie a rischio (4,4 milioni). Poi personale scolastico, forze dell’ordine e personale delle carceri. Se poi si sviluppassero focolai in specifiche aree del Paese, si distribuiranno vaccini anche in quei luoghi. Competenza della logistica per la distribuzione e vaccinazione sarà del commissario straordinario, con l’Esercito che interverrà per la parte pratica. Cuore della campagna vaccinale secondo le previsioni sarà tra la prossima primavera e l’estate. Per i vaccini che necessitano di catena del freddo standard ci sarà un sito nazionale di stoccaggio e siti territoriali, per i vaccini con catena del freddo estrema questi saranno consegnati da aziende presso 300 punti vaccinali. L’obiettivo fondamentale è predisporre una sorveglianza monitorando gli eventi avversi ai vaccini, individuando eventuali problematiche. L’Aifa, in aggiunta alle attività di farmaco vigilanza, predisporrà un comitato scientifico che per tutto il periodo della campagna vaccinale avrà il compito di analizzare i dati raccolti e nell’individuazione di possibili interventi. Importante la sorveglianza immunologica per indivduare la risposta immunitaria. Per il piano vaccini si tratta da ogni punto di vista di uno sforzo senza precedenti che richiederà un grande impegno collettivo. Non possiamo sottovalutare nessun aspetto, logistico e scientifico. Siamo un grande Paese, non dimentichiamolo mai, dimostriamo di essere all’altezza delle sfide più difficili”.