commissione finanze
Ancora osservazioni sul testo del decreto Dignità all’articolo in materia di interventi di contrasto al gioco d’azzardo patologico.

Il Servizio Studi di Camera e Senato ha rilevato ancora una volta, dopo i Tecnici della Camera, di valutare l’opportunità “di riconsiderare la clausola di salvezza della normativa vigente a fronte dell’introduzione di un generale divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta e comunque effettuata su qualunque mezzo. La normativa previgente, che il decreto-legge fa
espressamente salva, infatti, nel presupporre la liceità del messaggio pubblicitario di giochi e scommesse non appare compatibile con il divieto generale introdotto dal decreto-legge”.
Il divieto di carattere generale introdotto con il decreto Dignità, oggi all’esame dell’Aula, si affianca infatti alle restrizioni già introdotte dal legislatore alla pubblicità di giochi e scommesse, che vengono espressamente fatte salve.
 Si tratta in particolare delle norme introdotte con il decreto Balduzzi e con la legge di Stabilità
2016. I commi 937-940 di quest’ultima demandano a un decreto ministeriale (non emanato)
l’attuazione ai principi previsti dalla Raccomandazione della Commissione europea 2014/478/UE la quale incoraggia gli Stati membri a realizzare un livello elevato di protezione per i consumatori, gli utenti e i minori grazie all’adozione di principi relativi ai servizi di gioco d’azzardo on-line e alla correlata attività di pubblicità e sponsorizzazione. Detti principi mirano a salvaguardare la salute e a ridurre al minimo gli eventuali danni economici che possono derivare dal gioco d’azzardo eccessivo o compulsivo.
Durante l’esame del provvedimento in sede referente è stato chiarito che, ferme restando le precedenti restrizioni, le nuove norme operano in conformità ai divieti illustrati, di cui all’articolo 1, commi 937-940 della legge n. 208 del 2015.
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