Via libera del Consiglio dei ministri alla delega per la riforma fiscale. “Il sistema a cui si mira non intende aumentare il gettito complessivo ma diminuirlo, perché oggi è fuori linea rispetto agli altri Paesi”. Così il premier Mario Draghi (nella foto) parlando della delega fiscale e delle intenzioni dell’esecutivo. “La sostanza del Cdm di oggi è stata la discussione e l’approvazione della delega fiscale. Vorrei puntualizzare che la legge è una legge delega e quindi è una legge generale che poi andrà riempita da contenuti con un ulteriore momento di confronto”, ha aggiunto. “Si può avere la sensazione che questa sua l’ultima parola sul fisco ma per fortuna o purtroppo il processo non è così semplice, prenderà molti anni”, ha detto ancora il premier.

“Nella legge delega c’è una riformulazione del catasto, si procederà quindi anche ad una revisione delle rendite catastali. L’impegno è che nessuno pagherà di più o di meno. Le rendite restano invariate, è un’operazione di trasparenza ma non cambia l’imposizione fiscale sulle case e sui terreni. Non cambiamo le tasse e per la riforma ci vorranno cinque anni. La seconda decisione è cambiare le tasse. Noi la seconda decisione non l’abbiamo presa. Solo nel 2026 se ne riparlerà” ha concluso Draghi.

“La progressività del sistema fiscale deve restare”, ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. “La progressività è il perno del nostro sistema fiscale. La riforma è un’opportunità verso un sistema che sia più efficiente e meno distorsivo. I pilastri della struttura fiscale come Irpef e Iva resteranno ma verranno riconsiderati. Uno degli obiettivi della delega fiscale è il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. E’ un problema non nuovo in Italia. La differenza tra gettito teorico e gettito effettivo si stima sia di circa 100 miliardi. Il contenimento è misura necessaria per ridurre le aliquote e avere una distribuzione del carico più favorevole alla crescita economica”, ha detto ancora.

Il governo intende “ridurre il cuneo fiscale sul lavoro che in Italia è relativamente elevato, per un lavoratore di reddito medio è di 5 punti superiore a quello della media europea. Larga parte del cuneo è imputabile all’imposta sulle persone fisiche. Il superamento dell’Irap sarà in termini graduali e seguendo due possibili linee di intervento: assorbendolo in altre imposte o reperendo altre coperture, ha spiegato il ministro dell’Economia. Per quanto riguarda l’Iva si stabilisce l’obiettivo di razionalizzare la struttura dell’imposta, semplificare la gestione del tributo ed è volto a ridurre i livelli di evasione ed elusione. L’evasione è stimata in oltre 30 miliardi all’anno” ha concluso Franco.

E’ quanto riporta rainews.it.