Prosegue in Commissione Bilancio del Senato l’esame del disegno di legge “Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”

In particolare nella seduta ieri i relatori Marco Pellegrini (M5S) ed Erica Rivolta (L-SP-PSd’Az) hanno integrato la proposta di parere illustrata nella precedente seduta con le due ulteriori osservazioni emerse nel corso del dibattito, hanno formulato la seguente proposta di parere: “La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisite le risposte del Governo, preso atto che: con riferimento all’articolo 3 (beneficio economico), viene precisato che il computo parziale dei redditi da lavoro, di cui al comma 8, è previsto proprio al fine di non disincentivare il lavoro regolare e l’integrale dichiarazione dei relativi redditi; per quanto riguarda l’articolo 5 (richiesta, riconoscimento ed erogazione del beneficio), viene dato conto, in relazione al comma 6, della copertura degli oneri connessi all’emissione della Carta Rdc, garantita dalle risorse assegnate al fondo di cui all’articolo 81, comma 29, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 113 del 2008; in relazione all’articolo 6 (piattaforme digitali per l’attivazione e la gestione dei Patti), vengono forniti elementi informativi ulteriori a supporto della capienza delle risorse del Programma operativo nazionale (PON) denominato SPAO, poste a copertura dei relativi oneri; con riguardo all’articolo 7 (sanzioni), vengono date rassicurazioni in ordine all’assenza di impatto finanziario delle spese di recupero dell’indebito, di cui al comma 10, sulle dotazioni stanziate per il provvedimento; in merito all’articolo 9 (assegno di ricollocazione), viene data conferma della possibilità di modulare l’erogazione dell’assegno in relazione ai parametri di riferimento, per cui in fase di prima attuazione sarà definita da ANPAL una regola prudenziale per la quale si arresterà il rilascio di nuovi assegni di ricollocazione nel caso di rischio di esaurimento delle risorse disponibili;in merito alla portata finanziaria del disposto normativo di cui agli articoli 14 (pensione “quota 100”) e 15 (riduzione dell’anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento anticipato), viene dato conto degli effetti finanziari complessivi relativi agli interventi normativi in materia previdenziale, peraltro di conferma dei dati contenuti nella tabella riepilogativa della Relazione tecnica (pagina 39 dell’Atto Senato); per quanto riguarda l’articolo 18 (proroga dell’APE sociale), viene confermato che l’accesso all’APE sociale rimane comunque subordinato alla disponibilità delle risorse finanziarie, per la cui verifica saranno svolte apposite Conferenze di servizi; in merito all’articolo 20, comma 6 (riscatto agevolato dei corsi di studio universitari), la Relazione tecnica ha correttamente stimato gli effetti derivanti dalla norma, considerando sia il limite del quarantacinquesimo anno di età sia l’utilità del riscatto ai fini della misura della prestazione pensionistica e non solo dell’incremento dell’anzianità contributiva; con riferimento all’articolo 23 (anticipo del TFS), vengono fornite rassicurazioni sulla congruità della dotazione del Fondo di garanzia istituito dal comma 3, che risulta peraltro alimentato anche dalle commissioni di accesso a carico dei soggetti richiedenti, nonché sul livello minimo del rischio di escussione della garanzia di ultima istanza dello Stato. Altresì, si rappresenta che, stante la natura in conto capitale del relativo capitolo di bilancio, le somme allocate sul Fondo e non impegnate entro la fine del 2019 non andranno in economia, potendo quindi essere utilizzate nelle annualità successive; in relazione all’articolo 24 (detassazione TFS), viene fornita rassicurazione dell’identità tra la platea dei destinatari della norma in esame e quella di cui all’articolo 23, con la conseguente applicazione della riduzione dell’aliquota per tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche richiamate dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 (testo unico sul pubblico impiego). Altresì con riguardo alle indennità di fine servizio di importo superiore a 50 mila euro, viene chiarito che la tassazione agevolata troverà applicazione limitatamente ai primi 50 mila euro di imponibile; non è, al momento, possibile quantificare i maggiori oneri derivanti dall’articolo 25 (ordinamento degli enti previdenziali pubblici), individuabili soltanto mediante il decreto di determinazione degli emolumenti del presidente e dei componenti del consiglio di amministrazione dell’INPS e dell’INAIL; con riferimento all’articolo 27 (disposizioni in materia di giochi), viene confermato che l’incremento della ritenuta di cui al comma 1 è ascrivibile al solo gioco “10&lotto” e non agli altri giochi numerici a quota fissa, e che l’incremento del prelievo erariale unico (PREU), ove non accompagnato da una riduzione delle vincite nette, incide soltanto sulla filiera e non sul costo del gioco, restando irrilevante per i giocatori. Altresì, per quanto riguarda le misure di contrasto al gioco illegale, viene fatto presente che la Relazione tecnica si limita a stimare l’incremento della raccolta legale derivante dall’inasprimento delle pene per il gioco illegale; in merito all’articolo 28 (disposizioni finanziarie), si concorda con la necessità di espungere l’articolo 23, trattandosi di un refuso; esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo, nel presupposto della sostenibilità della clausola di invarianza finanziaria e amministrativa di cui all’articolo 28, comma 6.

Il parere è altresì reso con la seguente condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione: all’articolo 28, comma 2, alinea, sia soppresso il numero “23”, e con le seguenti osservazioni: si valuti, in sede emendativa, una modifica dell’articolo 24 volta a precisare che la detassazione dell’indennità di fine servizio si applica anche ai dipendenti pubblici in regime di TFR (ossia i dipendenti pubblici contrattualizzati); sarebbe opportuno acquisire elementi puntuali sulla quantificazione degli oneri connessi alla realizzazione delle piattaforme digitali previste dall’articolo 6, nel presupposto dell’adeguatezza delle risorse poste a copertura; si raccomanda al Governo la trasmissione alle Camere del Rapporto sull’attuazione del Reddito di cittadinanza, di cui all’articolo 10 (Monitoraggio Rdc).

La Commissione ha quindi approvato la proposta di parere dei relatori sul testo del provvedimento.