Presenti i due articoli riguardanti l’ippica e quello inerente anche sale giochi e biliardi e sale bingo, nel dossier “Schede di lettura” realizzato del Servizio Studi, riferito al Decreto Sostegni ter (Misure di sostegno connesse all’emergenza da COVID-19 e per il contenimento dei prezzi nel settore elettrico), già approvato dal Senato e attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera. Di seguito i dettagli:

Articolo 7, commi 1, 1-bis e 2 (Disposizioni in materia di prestazioni di integrazione salariale)

Il comma 1 dell’articolo 7 esclude, per i trattamenti ordinari o straordinari di integrazione salariale, nonché per gli assegni ordinari di integrazione salariale (a carico del FIS dell’INPS), fruiti dai datori di lavoro di alcuni settori nel periodo 1° gennaio 2022-31 marzo 2022, l’applicazione della relativa contribuzione addizionale (che sarebbe prevista a carico del datore). I settori interessati sono individuati nell’allegato I, che fa riferimento ad alcune categorie o sottocategorie della classificazione ATECO 2007 delle attività economiche (redatta dall’ISTAT); le categorie o sottocategorie interessate dall’esenzione transitoria in oggetto – così come integrate nella riformulazione approvata dal Senato – fanno parte degli ambiti del turismo, della ristorazione, del commercio all’ingrosso, dei parchi divertimenti e parchi tematici, degli stabilimenti termali, delle attività ricreative, dei trasporti, dei musei, degli spettacoli, delle feste e cerimonie, delle organizzazioni associative, nonché di specifiche attività di produzione o di erogazione di servizi.

Il comma 2, in primo luogo, provvede alla quantificazione ed alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla suddetta norma di esenzione; in base alla riformulazione approvata dal Senato, gli oneri sono quantificati in 104,7 milioni di euro per il 2022 (84,3 milioni nel testo originario) e in 16,1 milioni per il 2024 (13 milioni nel testo originario); con riferimento all’onere relativo al 2022, si provvede ad una copertura per un importo maggiore, pari a 140,8 milioni (120,4 milioni nel testo originario), al fine di tener conto in via integrale degli effetti in termini di fabbisogno di cassa e di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni. Ai fini della copertura finanziaria, si riducono – nell’ambito della riformulazione approvata dal Senato -: nella misura di 120,4 milioni per il 2022, il fondo di cui all’articolo 1, comma 120, della L. 30 dicembre 2021, n. 234 (fondo destinato alla copertura di prestazioni di integrazione salariale, disposte da successivi interventi normativi in relazione alla crisi epidemiologica da COVID-19); nella misura di 20,4 milioni per il 2022 e di 3,1 milioni per il 2024, il fondo per interventi strutturali di politica economica. Per la copertura dell’onere residuo relativo al 2024 (quota residua pari a 13 milioni), il comma 2 rinvia alle disposizioni di cui al successivo articolo 32.

Il comma 1-bis – inserito dal Senato – dispone un incremento, pari a 7,6 milioni per il 2023, del suddetto fondo per interventi strutturali di politica economica; per la copertura del relativo onere, il comma 2 fa rinvio alle disposizioni di cui al successivo articolo 32.

Si ricorda che il contributo addizionale – rispetto al quale viene posta la norma di esenzione temporanea in esame – è previsto a carico dei datori di lavoro ammessi (in relazione a sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa) ai trattamenti ordinari o straordinari di integrazione salariale40 o all’assegno ordinario di integrazione salariale a carico del FIS (Fondo di integrazione salariale) dell’INPS.

In particolare, per la fruizione dei trattamenti ordinari o straordinari di integrazione salariale, il contributo addizionale (a carico del datore di lavoro) è pari al:

 9 per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al dipendente, con riferimento alle ore di lavoro non prestate, relativamente ai periodi di integrazione salariale, ordinaria o straordinaria, fruiti all’interno di uno o più interventi concessi, sino a un limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile;

 12 per cento oltre il limite suddetto e sino a 104 settimane in un quinquennio mobile;

 15 per cento oltre quest’ultimo limite, nell’ambito di un quinquennio mobile.

Per la fruizione dell’assegno ordinario di integrazione salariale a carico del FIS dell’INPS, il contributo addizionale (a carico del datore di lavoro) è pari al 4 per cento della retribuzione che sarebbe spettata al dipendente (con riferimento alle ore di lavoro non prestate). La suddetta adozione, da parte del comma 2, di una copertura finanziaria, per il 2022, per un importo maggiore rispetto all’onere deriva dalla circostanza che la dotazione del fondo oggetto di riduzione – fondo di cui all’articolo 1, comma 120, della L. 30 dicembre 2021, n. 234 – presenta una proiezione inferiore in termini di fabbisogno di cassa e di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni rispetto all’ammontare in termini di competenza contabile e dalla conseguente esigenza di mantenere invariato il rapporto percentuale tra questi due importi. Si ricorda che il suddetto fondo, istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è destinato alla copertura finanziaria di prestazioni di integrazione salariale, disposte da successivi interventi normativi in relazione ai differenti impatti nei settori produttivi della crisi epidemiologica da COVID-19. Riguardo all’onere relativo al 2024, si rileva che esso è costituito da minori entrate fiscali, le quali sono conseguenti alla riduzione, relativa al 2022, delle entrate contributive dell’INPS, riduzione che, in ragione della deducibilità fiscale dei contributi previdenziali, determina – oltre ad un incremento della base imponibile fiscale per il 2022 – un incremento dei relativi acconti fiscali nel 2023 (calcolati in base al “metodo storico”) ed una connessa riduzione dei versamenti nel 2024 (in sede di saldo)”.

___________________

“Articolo 9-bis (Misure a favore degli impianti ippici)

L’articolo 9-bis, introdotto al Senato, prevede misure a favore degli impianti ippici. L’articolo 9-bis, dispone, al comma 1, l’incremento di 1 milione di euro per l’anno 2022 del Fondo di cui all’articolo 1, comma 870 della legge 30 dicembre 2021, n. 234, (lasciando invariata la dotazione dello stesso Fondo prevista per l’anno 2023).

Si ricorda che l’articolo 1, comma 870, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 ha istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, un Fondo di 3 milioni di euro per l’anno 2022 e 4 milioni di euro per l’anno 2023 per garantire il funzionamento degli impianti ippici di recente apertura.

Il comma 2 prevede che ai suddetti oneri (pari a 1 milione di euro per l’anno 2022), si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Si ricorda che l’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione”.

______________________

“Articolo 19-bis (Potenziamento delle strutture del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali)

L’articolo 19-bis, introdotto al Senato, prevede misure per potenziare il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, incrementando, in particolare, di una unità i posti di funzione dirigenziale di livello generale (con un onere pari a 203.084 euro per l’anno 2022 e di 270.778 euro a decorrere dall’anno 2023).

Nel dettaglio la disposizione in esame, al comma 1, incrementa di una unità i posti di funzione dirigenziale di livello generale presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Tale incremento si ritiene necessario in considerazione della grave crisi del settore ippico (si rinvia a tal proposito anche alla scheda relativa all’articolo 9-bis).

Conseguentemente, la dotazione organica dirigenziale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, come definita dall’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 132 e dall’articolo 1, comma 166 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, è rideterminata nel numero massimo di tredici posizioni di livello generale e di sessantuno posizioni di livello non generale.

Il comma 2 prevede che, al fine di dare celere attuazione al comma precedente, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modifica, entro sessanta giorni, il proprio regolamento di organizzazione e la propria pianta organica con uno o più decreti adottati con le modalità di cui all’articolo 4-bis del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, che reca disposizioni urgenti in materia di riordino di vari Ministeri, tra cui quello delle politiche agricole alimentari e forestali.

Il comma 3 prevede che alla copertura dei suddetti oneri (pari a 203.084 euro per l’anno 2022 e di 270.778 euro a decorrere dall’anno 2023) si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2022-2024, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente ”Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, all’uopo utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali”.

Articolo precedenteADM, operazione “CASE”: sequestrate 18 slot con dati contabili alterati, sanzioni per 180mila euro
Articolo successivoHBG Gaming partecipa alla fiera del lavoro del TalentDay FIPE- Confcommercio