“In ogni caso Fdi crede che la migliore misura possibile per aiutare il tessuto produttivo italiano siano le riaperture immediate, non a maggio, non a giugno. Una vittoria è riaprire domani con protocolli chiari e stringenti da cui non si torna indietro e di cui il governo si assume le responsabilità”. Lo ha detto in conferenza stampa alla sede del partito Giorgia Meloni, leader di Fdi, presentando le proposte di emendamento di Fratelli d’Italia al Dl sostegni che, ha sottolineato, “non vede differenza con il governo Conte nell’entità dei ristori”.

“Riapriamo oggi per le attività all’aperto: gli studi dicono che il contagio all’aperto è nullo, uno su mille” e “spostiamo il coprifuoco dalle 22 alle 24 per consentire alla gente di lavorare, la gente scende in piazza disperata chiedendo di lavorare e c’è una politica che non riesce a dare risposte forse perchè è abituata a pagare gente che non lavora”. L’unico vaccino possibile per la crisi economica e sanitaria sono le riaperture immediate”, ha ribadito Meloni.

“Non c’è differenza con il governo Conte nell’entità di questi ristori” destinati alle imprese. Nell’ambito del decreto, ha spiegato, “condividiamo il superamento dei codici Ateco e l’estensione del finanziamento a fondo perduto per i professionisti, quello che non funziona sono le risorse: a fronte di 423 miliardi di fatturato perso per le nostre imprese il totale (dei ristori, ndr) è di circa 29 mld, pari al 2,7% del fatturato perso. Se lo sommiamo ai ristori precedenti si arriva al massimo al 5%”.

Dove trovare le risorse? “Non siamo nella condizione di buttare soldi nella lotteria degli scontrini, abbiamo scritto a Draghi e presentato una mozione in Parlamento sul fatto di destinare i 5 mld di euro messi sul cashback per i ristori, la priorità oggi in Italia non è la lotta al contante o il pagamento elettronico ma far sopravvivere il tessuto produttivo” ha concluso Meloni.