“Diverso, invece, è stato l’approccio del ristori-quater, perché è stato piuttosto impegnativo dal punto di vista economico, anche se gran parte di questo impegno economico si è di fatto esaurito nella proroga del termine dei versamenti del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, nella sospensione dei versamenti di dicembre, nella proroga del termine per la presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di IRAP, nella proroga del pagamento della rottamazione-ter, nella proroga dei versamenti del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento, nell’estensione dell’applicazione dell’articolo 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (ossia ampliare la logica dei codici Ateco, che è una cosa su cui mi sembra tutti concordiamo e che cercheremo di superare in prospettiva con il prossimo provvedimento)”. Lo ha detto in Aula al Senato il relatore Mauro Marino (Iv), nell’ambito della discussione sul decreto Ristori.

Quello fatto è un lavoro importante, che avrà però necessariamente bisogno di uno sbocco in un ulteriore provvedimento, il ristori-quinquies, che rappresenterà il cappello che, uscendo dalla logica emergenziale, consentirà di riprendere una parte di interventi significativi che non hanno potuto avere riscontri, anche dal punto di vista emendativo (parlo sia per la maggioranza, sia per la minoranza), all’interno dei primi quattro provvedimenti. Tale provvedimento vuole però anche essere una razionalizzazione normativa – tassonomica, direi – di una visione d’insieme che esca dalla logica emergenziale, per stabilire che, in maniera chiara, precisa e puntuale, Governo, maggioranza e minoranza costruiscono un percorso. In questo senso verrà letto molto dell’intervento anche della minoranza e degli emendamenti importanti che sono stati approvati…”.