Di seguito i due articoli con riferimento ai giochi nell’ambito del Decreto Ristori analizzati dal Servizio Studi di Camera e Senato.

Articolo 13-ter.1.1 (subem. 1.1000/3000/266)

(Registro unico degli operatori di gioco)

L’articolo propone la modifica della disciplina del Registro unico degli operatori di gioco, includendo fra le categorie di operatori tenuti all’iscrizione i concessionari delle lotterie istantanee. Viene previsto che con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, oltre alle disposizioni attuative della disciplina, fra le quali vengono incluse quelle relative alla sospensione degli operatori dal Registro, siano individuati ulteriori requisiti soggettivi ed oggettivi per l’iscrizione allo stesso. Per accrescere le informazioni a disposizione del pubblico si prevede inoltre che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli pubblichi sul proprio sito istituzionale i dati identificativi degli iscritti e l’indirizzo degli esercizi ove viene effettuata la raccolta di gioco. La disposizione, contenuta in proposta emendativa approvata in sede referente, prevede modifiche all’articolo 27 del decreto legge n. 124 che ha previsto l’istituzione del Registro unico degli operatori del gioco pubblico presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, a decorrere dall’esercizio 2020 (termine prorogato di sei mesi dall’articolo 69 del decreto legge n. 18 del 2020). L’iscrizione al Registro costituisce titolo abilitativo all’esercizio di attività legate al gioco pubblico ed è disposta (e rinnovata annualmente) dall’Agenzia, previa verifica del possesso da parte dei richiedenti di specifici requisiti e condizioni, anche finanziari. L’esercizio di qualsiasi attività funzionale alla raccolta di gioco in assenza di iscrizione al Registro, determina l’applicazione di una sanzione amministrativa di 10.000 euro e l’impossibilità di iscriversi al Registro per i successivi 5 anni. Sono previste sanzioni anche per i concessionari di gioco pubblico che intrattengano rapporti contrattuali funzionali all’esercizio delle attività di gioco con soggetti diversi da quelli iscritti nel Registro. La lettera a) del comma 1 dell’articolo in esame reca modifiche redazionali volte a rendere più chiaro l’elenco delle diverse categorie di operatori tenuti all’iscrizione di cui all’articolo 27, comma 3 del decreto legge n. 124 del 2019, senza alterarne il contenuto. La lettera b) del comma 1 include fra le categorie di operatori tenuti all’iscrizione i concessionari delle lotterie istantanee (nuova lettera g-bis) del comma 3), mentre l’elenco vigente prevede l’iscrizione dei titolari dei punti di vendita delle lotterie istantanee e dei giochi numerici a quota fissa e a totalizzatore (lettera h) del comma 3). La lettera c) del comma 1 specifica che l’iscrizione al Registro è disposta dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli previa verifica del possesso, da parte dei richiedenti, delle licenze di pubblica sicurezza, ove le stesse siano previste, nonché degli ulteriori requisiti previsti dal comma 4 dell’articolo 27 del decreto legge n. 124 del 2019. La lettera d) prevede che con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, oltre alle disposizioni attuative, fra le quali vengono incluse quelle relative alla sospensione degli operatori dal Registro, siano individuati ulteriori requisiti soggettivi ed oggettivi per l’iscrizione allo stesso, al fine di garantire omogeneità fra i diversi ambiti di gioco, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e la legalità del settore e l’affidabilità degli operatori. La lettera e) prevede che al fine di consentire la necessaria informazione sulla effettiva iscrizione al Registro dei singoli operatori del gioco pubblico, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli pubblichi sul proprio sito istituzionale i dati identificativi degli iscritti e l’indirizzo degli esercizi ove viene effettuata la raccolta di gioco. La lettera f) modifica, infine, il comma 10 dell’articolo 27 del decreto legge n. 124 del 2019 il quale prevede che a decorrere dalla data di istituzione del Registro e, comunque, dal centocinquantesimo giorno (invece del novantesimo previsto dal testo vigente) successivo all’entrata in vigore del decreto attuativo delle disposizioni in esame, cessi di avere efficacia l’elenco di cui all’articolo 1, comma 533, della legge n. 266 del 2005, come modificato dall’articolo 1, comma 82, della legge n. 220 del 2010, n. 220.

Articolo 13-ter.5 (subem. 1.1000/3000)

(Proroga dei versamenti del prelievo erariale unico su apparecchi da intrattenimento)

L’articolo 13-ter.5 (di cui le Commissioni riunite 5a e 6a propongono l’introduzione con l’approvazione dei subemendamenti 1.1000/3000 e 1.1000/3000/5000) stabilisce che il versamento del saldo del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento e del canone concessorio, relativo al quinto bimestre 2020, con scadenza entro il 18 dicembre 2020, sia versato nella misura del 20 per cento. Si prevede una forma di rateizzazione per le restanti somme dovute, con versamento dell’ultima rata entro il 30 giugno 2021. La disposizione in esame si riferisce agli apparecchi da intrattenimento videolottery e newslot, di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (v. box, infra). Essa riproduce il contenuto dell’articolo 5 del decreto-legge n. 157 del 2020 (“Ristori quater”) con una modifica di mero coordinamento.

Si rammenta che l’articolo 18, comma 8-bis, del decreto-legge n. 23 del 2020 (conv. dalla legge n. 40 del 2020) ha prorogato al 22 settembre 2020 il versamento del PREU sugli apparecchi in oggetto e del canone concessorio in scadenza al 30 agosto. La medesima norma dispone che le somme dovute possono essere versate con rate mensili di pari importo, con applicazione degli interessi legali calcolati giorno per giorno; la prima rata è versata entro il 22 settembre 2020 e le successive entro l’ultimo giorno del mese. L’ultima rata è versata entro il 18 dicembre 2020. Precedentemente, l’art. 69, comma 1, del decreto-legge n. 18 del 2020 (conv, dalla legge n. 27 del 2020) aveva disposto la proroga al 29 maggio 2020 (in luogo del 30 aprile) della scadenza dei termini per il PREU e canone relativo. Le somme dovute possono essere versate con rate mensili di pari importo. Sono addebitati gli interessi legali calcolati giorno per giorno. La prima rata è versata entro il 29 maggio e le successive entro l’ultimo giorno di ciascun mese successivo. L’ultima rata è versata entro il 18 dicembre 2020. A seguito dei provvedimenti legati all’emergenza da COVID-19 (in particolare i DPCM 24 ottobre 2020 e 3 novembre 2020) che hanno sospeso le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo nonché le attività di gioco svolte in esercizi commerciali di diverso tipo, è stato emanato il decreto del Direttore Generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato del 18 novembre 2020, prot. 420165/RU, recante variazioni degli adempimenti PREU. Esso prevede: la proroga al 18 dicembre 2020 del versamento del canone concessorio e del saldo relativo al PREU del bimestre settembre/ottobre, in scadenza il 22 novembre 2020; l’annullamento degli acconti PREU per il bimestre novembre/dicembre, in scadenza il 28 novembre e il 13 dicembre; l’anticipo del terzo acconto PREU, in scadenza il 28 dicembre ed anticipato al 18 dicembre, per un importo pari a 1/6 del dovuto. Resta fermo, ai sensi del decreto direttoriale, il pagamento del saldo PREU e del canone concessorio del bimestre novembre-dicembre rimane invariato alla data del 22 gennaio 2021.

L’articolo in esame dispone quindi, al comma 1, che le somme relative al versamento del saldo PREU e del canone concessorio, riferito alla raccolta di gioco dei mesi del (quinto) bimestre settembre-ottobre, con scadenza entro il 18 dicembre 2020, per effetto delle disposizioni qui sopra sunteggiate, siano versate nella misura del 20 per cento. Si dispone che la restante quota dell’ottanta per cento possa essere versata con rate mensili di pari importo, con applicazione degli interessi legali calcolati giorno per giorno; la prima rata è versata entro il 22 gennaio 2021 e le successive entro l’ultimo giorno del mese. L’ultima rata è versata entro il 30 giugno 2021. Alla copertura degli oneri (valutati dal comma 2 in 559 milioni di euro per l’anno 2020) si provvede ai sensi dell’art. 34 del decreto-legge.