“Mentre si chiudono locali di scommesse sportive e si lasciano aperte quelli per l’estrazione del Lotto in presenza, avete trovato pure il tempo di inventare la lotteria degli scontrini. L’intento per lo Stato è di incassare, ma anche di far arrabbiare i commercianti che, nei tre quarti dei casi, devono adeguarsi con 150 o 600 euro, ovviamente senza ristoro. Per la CGIA di Mestre, la riffa di Stato regalerà soldi ai ricchi, perché sono loro ad avere maggior capacità di spesa, come ha già dimostrato qualche senatrice del MoVimento 5 Stelle. Io, poi, mi chiedo sempre se sia difficile far scaricare tutti gli scontrini, dando maggior valore ai prodotti italiani, tra le altre cose”. Lo ha detto in Aula al Senato Gianfranco Rufa (Lega), nell’ambito della discussione sul decreto Ristori.

Gianluigi Paragone (Misto): “Signori del Governo, avete capito o no che gli operatori economici hanno il fiato sul collo delle banche e che una segnalazione alla centrale rischi significa morire definitivamente? Lo avete capito che i fornitori devono essere pagati, che la merce è in deposito? A chi già paga gli abbonamenti del software di gestione per le fatture elettroniche avete caricato altri costi gestionali per la vigliaccata del cashback o per la trappola della lotteria degli scontrini. Avete diviso l’Italia in zone rossa, arancione e gialla; poi, quando scatta il colore giallo, ve la prendete con i cittadini e con i commercianti perché non si sono imposti l’auto lockdown e dopo avere spinto per il super cashback”.