“Allora, cosa c’è in questo decreto-legge che non posso non vedere assieme alla legge di bilancio? Ci sono le cose che sono state dette: c’è una pressione fiscale che cambia, che inizia a spostarsi, che dice che le piccole e medie imprese, cioè la colonna portante della nostra economia, iniziano ad avere veramente una risposta, iniziano a pagare un po’ di meno, iniziano ad avere le mani un po’ più libere da quei lacci di carta che le imbavagliavano e che le intrappolavano. Allo stesso tempo, viene chiesto qualcos’altro e viene richiesto un maggiore e giusto contributo, un giusto contributo, soprattutto: a chi? Ai colossi della finanza, alle banche, agli istituti assicurativi, al gioco d’azzardo, ai colossi del gioco d’azzardo”.

E’ quanto affermato dall’on. Alvise Maniero (M5S) nel corso delle dichiarazioni di voto alla Camera sul Decreto Fiscale.

“Io ho veramente difficoltà – perché cerco sempre di capire le critiche, che sono preziose e ci salvano da noi stessi – a capire chi ci critica quando dice che la pressione fiscale resta invariata, perché considera le tasse sulle banche, sulle assicurazioni e sul gioco d’azzardo come tutte le altre. È proprio perché per qualcuno non c’è, qualcuno non vede la differenza tra tassare una banche e una piccola e media impresa, che fatica a pagare i propri dipendenti, ma evidentemente gli italiani hanno avuto un profondo ripensamento nelle ultime elezioni e lo hanno gridato così forte. Noi stiamo cercando di attuare questo”.

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