Il Pos cancella gli adempimenti Iva delle imprese non obbligate alla fatturazione: dal 1° gennaio 2020, commercianti al dettaglio, artigiani, bar e ristoranti, nonché i gestori degli apparecchi distributori automatici, per le operazioni incassate mediante carte di credito, di debito o prepagate, non saranno tenuti né alla certificazione né alla memorizzazione e all’invio telematico dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate, né all’annotazione nell’apposito registro contabile. I dati delle transazioni saranno comunicati all’agenzia dagli operatori finanziari.

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La novità è contenuta in uno degli emendamenti al dl 124/2019 (decreto fiscale collegato alla manovra 2020) presentati dagli stessi relatori che Jamma ha potuto visionare. Di seguito il testo.

A.C. 2220.

Articolo 16

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

1-bis. All’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, dopo il comma 5, sono aggiunti i seguenti:

«5-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2020, per i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, l’obbligo di registrazione di cui all’articolo 24, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e l’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi di cui all’articolo 12, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, e al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696 sono sostituiti dall’incasso del corrispettivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 attraverso carte di debito, carte di credito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.

5-ter. Gli operatori che mettono a disposizione dei soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 i sistemi di incasso attraverso l’utilizzo di carte di debito, carte di credito o prepagate trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri dei singoli esercenti che siano stati pagati, ai sensi del medesimo comma 5-bis, attraverso tali carte.

5-quater. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono definiti i termini, le modalità, le regole tecniche e il contenuto delle trasmissioni telematiche di cui al comma 5-ter. »

I RELATORI

Relazione

La moneta elettronica, l’uso di carte di credito e debito sono un crocevia fondamentale della lotta all’evasione, ma rischiano di aggravare gli adempimenti degli esercenti tenuti ad accettare tali forme di incasso. L’esercente, all’atto del pagamento elettronico, è infatti obbligato ad attivare due distinte attività di digitalizzazione del corrispettivo. Prioritariamente deve memorizzare nell’apposito misuratore fiscale ( e poi trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate) i dati relativi all’incasso del corrispettivo, emettendo il documento commerciale cartaceo che consegna al cliente. A contempo, per consentire l’utilizzo della carta di credito o debito, deve digitare l’importo della transazione sul P.O.S. o nel sistema d’incasso elettronico a sua disposizione e consegnare al cliente la stampa della relativa ricevuta.

Il medesimo dato, ovvero l’importo incassato, è quindi memorizzato e stampato due volte, la prima a fini fiscali e la seconda per necessità bancaria. Tecnicamente è una duplicazione che aggrava gli incombenti ed i carichi di lavoro soprattutto negli esercizi in cui sono effettuate transazioni frequentissime, ma ciascuna per importi minimi. L’impasse è superabile e l’emendamento in oggetto si propone proprio di semplificare gli adempimenti a commercianti ed esercenti accentrando la certificazione fiscale e la tracciabilità bancaria in un solo obbligo posto in essere attraverso l’utilizzo del P.O.S. o del sistema d’incasso elettronico.

Una simile opportunità di semplificazione, unitamente con un forte alleggerimento delle commissioni bancarie e finanziarie addebitate all’esercente dagli istituti di credito, sarebbe infatti un efficace incentivo all’uso della moneta elettronica semplificandosi in tal modo i tempi di gestione dei commercianti ed esercenti. Naturalmente, affinché l’Agenzia delle Entrate non subisca un deficit d’informazione, le banche e gli istituti di credito che metteranno a disposizione i sistemi elettronici d’incasso dovranno provvedere alla trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri di commercianti ed esercenti secondo modalità e regole tecniche demandate ad un apposito decreto del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Per i singoli contribuenti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 rimarrà quindi solo l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione ex art. 2 del D.Lgs 127/2015, comma primo, dei corrispettivi il cui pagamento sia stato percepito in contanti o con altro mezzo di pagamento tradizionale non elettronico.