“Giusto porre al centro il ruolo della Conferenza unificata, tuttavia si dovrebbe considerare lo squilibrio dei rapporti tra i concessionari e i gestori, perché il potere di influenza dei primi è di gran lunga superiore a quello di questi ultimi e tutte le riduzioni dei punti di gioco attuate negli anni passati hanno finito per obbligare i gestori a chiudere, permettendo ai concessionari di allargare la loro influenza. I comuni non hanno ancora un’idea precisa di come sia orga-
nizzata l’offerta di gioco”.

Lo ha detto ieri Bruno Tabacci (Misto) nell’ambito dell’esame degli emendamenti al decreto dignità nelle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera riferendosi all’articolo aggiuntivo Fregolent 9.023 (poi respinto), sottolineando come esso sia volto a ridurre le occasioni di gioco.

L’articolo aggiuntivo intendeva rispondere alle “sollecitazioni di molti Comuni che hanno
chiesto la riduzione dei punti vendita del gioco”.
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