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«Ho la sensazione che chiamarlo ‘decreto dignità’ sia una forzatura, un’operazione di etichettatura, di marketing, una trovata a tavolino per infiocchettare un provvedimento che ha in sé certamente qualche buona idea ma anche una buona dose di propaganda e di populismo»: così Carlo Costalli, Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori.

“Tra gli aspetti che ci convincono ci sono senz’altro le limitazioni alla pubblicità sul gioco d’azzardo, la penalizzazione per chi delocalizza, le norme a contrasto dei licenziamenti selvaggi…”, ha continuato il leader del MCL, “e tuttavia – ha aggiunto – forti perplessità destano i provvedimenti in materia di lavoro che, a nostro avviso, sono ben lontani e comunque del tutto insufficienti a rilanciare l’occupazione, che è il vero nodo del sistema-Italia”.

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