“Possono essere garantite condizioni di sicurezza all’interno delle sale giochi e bingo esattamente come per altri esercizi commerciali”, spiega Luce De Zolt, Filcams Cgil Nazionale

Genova, Jesolo, Napoli, Roma. Sono decine e decine le città che scorrono in elenco sui documenti che testimoniano l’accordo raggiunto tra le organizzazioni sindacali e le imprese del gaming per garantire il sostegno salariale a centinaia di lavoratori.

“Da settimane stiamo lavorando a questi accordi” conferma a Jamma.it Luca De Zolt di FILCAMS CGIL Nazionale. Si tratta di uno strumento di sostegno previsto dalla legge e già disponibile prima dell’emergenza COVID-19, ci spiega De Zolt. “E’ una forma di tutela su cui le aziende possono contare, uno strumento flessibile che non si conteggia e non ha vincoli di tempo. In attesa di tornare a quella che possiamo definire una situazione di normalità le aziende anticipano al lavoratore quello che è dovuto all’INPS”.

Così le imprese concessionarie, già a fine febbraio, hanno avviato le richieste e per molte di queste a giorni scadrà il primo accordo. “E’ prevista una durata di 9 settimane, dopo di che sarà necessario avviare una nuova procedura”, aggiunge De Zolt.

Grazie a questo strumento è stato garantito lo stipendio a moltissimi lavoratori. “Sappiamo anche che alcune imprese sono anche ricorse all’anticipazione della quattordicesima”, ci dice il dirigente della CGIL.

E ora cosa succederà? “Stiamo aspettando che il Governo emani quello che chiamavano il decreto Aprile e che, visto il ritardo, sarà il decreto di Maggio. Nel casi precedenti abbiamo agito sulla base delle indicazioni contenute nel decreto Cura Italia. Ora dovremo attendere le nuove disposizioni. La situazione certo non è facile. A marzo, anche se per pochi giorni, comunque le sale da gioco avevano operato. Ad aprile parliamo di una chiusura totale. Visto che in questo caso sarà l’INPS ad erogare il sostegno temo che per i lavoratori vorrà dire tempi di attesa più lunghi”.

“Purtroppo ad oggi non è dato sapere quando le sale potranno riaprire”, conferma De Zolt. “Come organizzazione sindacale stiamo collaborando alla stesura dei protocolli di sicurezza. Si tratta di misure di protezione per i lavoratori e per i clienti”. Obiettivamente non abbiamo riscontrato particolari criticità nella definizione di queste misure. Una sala giochi non è molto diversa da un esercizio commerciale. Riteniamo necessario garantire dispositivi di protezione individuale, sanificazione degli ambienti e delle sale, liquidi igienizzanti, controlli sugli impianti di condizionamento, distanze di sicurezza, inserimento pannelli di protezione, come anche la sanificazione delle postazioni di gioco dopo il loro utilizzo”.

L’Inail ha però classificato le attività di gioco come tra le più rischiose per quanto riguarda l’indice di assembramento. “A nostro avviso non si ravvisa un particolare rischio. Ritengo che una sala giochi possa controllare gli accessi esattamente come qualsiasi esercizio commerciale, del resto mi pare che queste operazioni vengano già previste per motivi diversi. Il nostro obiettivo è quello di garantire sia la sicurezza dei lavori che quella dei clienti e non mi pare ci siamo impedimenti che attengono alla specificità di una sala bingo. Regole che prevediamo per altri locali possono tranquillamente essere condivise da queste attività. Sinceramente mi sembra più difficile garantire condizioni di sicurezza all’interno di una cucina, per fare un esempio, dove l’uso promiscuo di oggetti e postazioni potrebbe essere più problematico”, conclude De Zolt.