“Impegna il Governo: a prevedere, in sede di attuazione della delega in materia di riordino della disciplina della mutualità nello sport professionistico, allocazioni chiare e più precise, al fine di valorizzare e incentivare tutte le attività del sistema sportivo professionistico e le attività di prevenzione e di contrasto al gioco e alle scommesse; ad aprire un tavolo di discussione e confronto con tutti gli interessati al fine di elaborare una riforma complessiva in materia di giochi e scommesse, così come indicato dal comma 6-bis dell’articolo 9 del decreto- legge 12 luglio 2018, n. 87, cosiddetto decreto dignità”.

E’ quanto propone il senatore Antonio Iannone (FdI) in un odg presentato in VII Commissione al Senato e riferito al disegno di legge “Deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonchè di semplificazione”, già approvato dalla Camera e che prevede il divieto per le scommesse su partite della Lega nazionale dilettanti.

Questo il testo dell’Odg: “Il Senato, premesso che: l’articolo 5 del provvedimento in esame reca una delega al Governo per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonche´ per la disciplina del rapporto di lavoro sportivo, specificando tra i principi e criteri direttivi il riordino della disciplina della mutualita`; nelle piu` importanti manifestazioni sportive a livello europeo la mutualita` ha un ruolo fondamentale per la crescita dei movimenti e delle discipline sportive: ad esempio, la Bundesliga 1 tedesca conferisce il 20 per cento alla Bundesliga 2, la Premier League inglese e la Ligue francese tra il 10 per cento e il 19 per cento alla categoria cadetta, la Liga spagnola il 13 ,5 per cento dei diritti tv e il 40 per cento dei ricavi dal marketing associativo; in Italia la quota di mutualita`, stabilita dal decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, cosiddetto decreto Melandri, e` ferma al 10 per cento da piu` dieci anni; il decreto Melandri disciplina la vendita centralizzata dei diritti audiovisivi sportivi degli sport professionistici a squadre, e cioe` calcio e basket, e aveva determinato che la quota del 10 per cento fosse calcolata sulla base dei ricavi dai diritti audiovisivi sportivi ottenuti dalla Lega Calcio Serie A; in forza di tale decreto, l’importo corrispondente alla quota del 10 per cento veniva distribuita attraverso una fondazione, di cui facevano parte i rappresentati delle leghe del calcio e del basket, delle federazioni del calcio e del basket, e del CONI; in forza della legge 1 dicembre 2016 n. 225, la fondazione e` stata eliminata e la quota del 10 per cento e` stata destinata, di fatto, alla Federazione Gioco Calcio, che la ridistribuisce alle proprie Leghe secondo specifiche finalita` interne alla federazione; stante la cannibalizzazione delle finestre espositive dal calcio di Serie A rispetto alle altre competizioni sportive inferiori del calcio e al basket, tale quota dovrebbe essere elevata quantomeno al 15 per cento; la quota dovrebbe essere non solo finalizzata a sostenere i movimenti del calcio e del basket ma anche destinata a finanziare le attivita` di controllo e monitoraggio delle scommesse clandestine e a contrastare il fenomeno della ludopatia; sarebbe utile che i sessanta milioni in piu` stimati a carico della Lega Calcio Serie A possano essere compensati da maggiori risorse, come potrebbero essere quelle derivanti dalla commercializzazione in via centralizzata dei diritti sulle scommesse sportive generate sulle proprie competizioni ovvero ripristinando la possibilita` per le societa` sportive di poter utilizzare lo strumento delle sponsorizzazioni sportive, oggi escluse dal Decreto Dignità“.

La proposta di parere del relatore in II Commissione è stata approvata, mentre è stato rinviato l’esame in VII Commissione.