“Sin dalla tenera età lo sport è stato presentato come sana competizione volta a sviluppare in ognuno di noi il senso di squadra e di gruppo quale esempio sociale di singolo non in quanto tale, ma inserito all’interno di una comunità. I valori dell’amicizia, della solidarietà, della sana competizione, ovvero della capacità di far fronte comune avverso gli ostacoli eventualmente presenti, dovrebbero essere un elemento fondante della nostra società civile, senza discriminazione di alcun genere. Purtroppo però con il passare degli anni si rischia di perdere questa visione, poiché possono subentrare delle dinamiche perlopiù estranee allo spirito originario di una qualsiasi competizione sportiva. Le gare, infatti, spesso sembrano essere al centro di un giro di affari, soprattutto in relazione a quegli sport di maggiore esposizione mediatica, e questo ha di certo favorito la proliferazione di interessi economici legali e illegali connessi ai risultati delle competizioni, sminuendo il valore autonomo dello sport”.

Lo ha detto la senatrice Angela Anna Bruna Piarulli (M5S) intervenendo nell’ambito della discussione in aula al Senato sul ddl “Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014”.

“L’indotto che il sistema sportivo italiano (e non solo) ha generato consiste in un proliferare di interessi economici di rilevante entità, al punto che attorno ad esso si è andato sviluppando un consistente mercato illegale volto a interferire con il regolare svolgimento della competizione. Infatti, il mercato delle scommesse illegali offre agli utenti margini di rendimento particolare elevati, in grado di attirare non solo singoli malfattori ma anche organizzazioni criminali che utilizzano questi canali per riciclare denaro proveniente da attività delittuose.

Lo scopo della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive è proprio quello di prevenire, individuare e combattere le partite truccate e la conseguente manipolazione di queste ultime, ovvero tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato per ottenere un indebito vantaggio personale o a favore di terzi. La convenzione, in altri termini, mira a rispondere a tutte le possibili intromissioni illecite che hanno di fatto svuotato il senso originario dello sport ed è per questo che il provvedimento di ratifica è stato approvato all’unanimità dalla Commissione giustizia senza alcuna proposta emendativa. Un simile atteggiamento politico testimonia la volontà di quest’Assemblea, e di quindi del Governo del cambiamento, di approvare con speditezza e all’unanimità un provvedimento che serve al Paese per proteggere il mondo sportivo dal pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata volte alla commissione di delitti di frode e di corruzione.

La ratifica della convenzione, in un quadro normativo internazionale, rappresenta uno strumento ad hoc in grado di riunire le misure preventive e repressive per un’efficace lotta alla manipolazione delle competizioni agonistiche e potenziare al contempo il profilo della cooperazione internazionale. Ogni Stato è perciò tenuto ad adottare strumenti di prevenzione e coordinamento interno, di educazione e sensibilizzazione degli operatori e scambio delle informazioni con gli altri Paesi del Consiglio Europa, a partire ad esempio dall’identificazione di una piattaforma nazionale operativa che, in conformità con le norme interne, funge non solo da centro di raccordo statale dei dati raccolti e di smistamento verso gli altri soggetti coinvolti, ma informa altresì le autorità internazionali circa il verificarsi di possibili reati e della necessità di cooperazione.

La convenzione si pone quindi a completamento di questo percorso già iniziato a partire dal 1989 e nello specifico mira a rendere più rigoroso il regime delle conseguenze patrimoniali derivanti dagli illeciti penali sopraesposti. Questo disegno di legge di ratifica estende la misura ablativa della confisca per equivalente anche ai casi di esercizio abusivo delle scommesse e di frode sportiva.

Ad oggi, le fattispecie incriminatrici in commento sono soggette alla disciplina generale delle misure di sicurezza previste dall’articolo 240 del codice penale, non consentendo, quindi, la confisca per equivalente del prezzo o del profitto del reato, determinando una minore capacità di aggressione ai capitali illeciti accumulati attraverso le condotte di frode sportiva e illecita gestione delle scommesse su eventi sportivi.

Al contempo, si interviene sul decreto legislativo n. 231 del 2001, prevedendo la responsabilità amministrativa delle società e degli enti per far fronte all’applicazione di tali istituto ai reati in argomento, al fine di determinare una maggiore capacità di aggressione ai capitali illeciti accumulati, appunto, attraverso le condotte di frode sportiva e illecita gestione delle scommesse sugli eventi sportivi.

Questo disegno di legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive vogliamo dedicarlo a tutte le generazioni che, indossando la maglia del proprio atleta, sono certe di assistere ad uno spettacolo vero di sport, senza alcun tipo di condizionamento esterno, in quanto lo sport deve essere sinonimo di prevenzione e legalità. Per questi motivi il MoVimento 5 Stelle voterà convintamente si all’approvazione del provvedimento in esame”.