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(Jamma) – L’associazione nazionale No slot attacca il piano proposto dal Comune di Curtatone (MN) per la lotta alle ludopatie. La critica si incentra in particolare sulla parte che riguarda la promozione del “gioco responsabile” e che aiuterà con sgravi economici gli esercenti che dimostreranno di tenere sott’occhio i clienti problematici e parteciperanno ai corsi contro le ludopatie.

Chi non avrà macchine da gioco nel proprio esercizio avrà infatti uno sconto del 50% sulla tassa rifiuti, per il “gioco responsabile” è previsto uno sgravio minore, del 20%.

«Una sciocchezza. Peggio, una farsa – attacca Simone Feder, psicologo pavese, fondatore e coordinatore nazionale dell’associazione Movimento No Slot –. Perché con i soldi pubblici dedicati alla lotta alle ludopatie si aiuta chi le macchine per il gioco ce le ha. Oltre al danno la beffa, perché i cittadini curtatonesi pagheranno chi ha installato le slot e fa giocare le persone ludopatiche».

Un giudizio fortemente negativo sottoscritto anche dalla rete Vita, che riunisce sessanta sigle del mondo del volontariato, della sostenibilità economica e sociale con membri del calibro di Wwf, Telethon, Avis, ma anche Confcooperative, Touring club italiano e Coop.

«Non capisco questa levata di scudi – replica l’assessore ai servizi sociali Angela Giovannini –. Le slot machine sono legali e non le possiamo vietare. Ma un approccio solo punitivo è negativo. Per questo cerchiamo di coinvolgere e sensibilizzare gli esercenti come primo passo».

«Ma il gioco “responsabile” non esiste in questo settore che sconta anche la poca chiarezza normativa – replica Feder –. Perché ufficialmente le slot si chiamano “macchine d’intrattenimento”, in realtà sono d’azzardo, cosa che sarebbe vietata. Curtatone sbaglia perché bisogna aiutare chi veramente ha detto no allo slot machine, non fornire occasioni di guadagno a chi le ha. Per questo anche la Regione, che finanzia i piani no slot, è stata avvertita».

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