Di seguito il testo dell’interrogazione rivolta al Ministro dell’Economia e delle Finanze presentata dai deputati M5S Martinciglio, Cancelleri e Grimaldi sul tema delle criticità nel rapporto tra operatori giochi e banche. Interrogazione a cui ha risposto in Commissione Finanze il viceministro all’Economia, Laura Castelli, di cui abbiamo riportato le dichiarazioni martedì.

“Al Ministro dell’economia e delle finanze. Per sapere, premesso che: la crisi economica e finanziaria senza precedenti, che sta affrontando il settore dei giochi e delle scommesse sportive, a causa delle chiusure delle attività da oltre un anno, a seguito delle misure adottate per contenere la diffusione del virus Covid- 19 sull’intero territorio nazionale, appare ulteriormente aggravata dall’atteggiamento discriminatorio da parte di molti istituti di credito e di compagnie assicurative, nei riguardi degli operatori del settore, in relazione alla richiesta del rinnovo delle garanzie collaterali richieste fino al 100 per cento e delle fideiussioni, necessarie per ottenere finanziamenti o l’apertura di fidi bancari;

al riguardo, gli interroganti evidenziano che il comportamento da parte delle banche, evidentemente vessatorio e penalizzante nei confronti dei gestori del comparto suesposto, (che sta determinando una serie di effetti socio-economici fortemente negativi per tanti imprenditori del settore, riducendone ulteriormente l’attività di raccolta delle scommesse legali) rischia di alimentare il rischio di infiltrazioni criminali nell’attività interessata del settore retail (agenzie di scommesse, sale slot, Bingo) che ha registrato fra l’altro, un calo di oltre il 43 per cento nel 2020 e una perdita per l’erario, nei primi dieci mesi del 2020, superiore ai 4 miliardi di euro, di cui oltre 2,8 miliardi di euro derivanti dal prelievo erariale sugli apparecchi; la condotta da parte di numerosi istituti di credito, per la richiesta di garanzie collaterali e il rilascio o il rinnovo delle fideiussioni, che a parere degli interroganti, non appare essere prevista da alcuna normativa, in un momento come quello attuale, caratterizzato da una gravissima crisi sociale ed economica per l’intero Paese, determinata dalla crisi epidemiologica, rischia seriamente di compromettere ogni tentativo di ripresa per il comparto interessato, costretto a subire ulteriori ed ingiuste umiliazioni, con la decisione unilaterale da parte di alcune banche di cessare ogni tipo di rapporto proprio a causa della diminuzione degli incassi dei gestori delle attività di raccolta di giochi e scommesse.

Se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali urgenti e necessarie iniziative, per quanto di competenza, anche di carattere normativo, intenda assumere, al fine di evitare il perpetuarsi di pratiche che appaiono agli interroganti scorrette nei riguardi di tanti imprenditori del settore del gioco e delle scommesse, già afflitti da una crisi economica gravissima, i quali, invece, necessitano di un comportamento diametralmente opposto, ovvero di sostegno e di aiuto per il comparto interessato e l’intera filiera”.