Occhi puntati sulle consultazioni dopo le dimissioni del premier Conte ieri in Senato. A poche ore dall’avvio degli incontri con Mattarella sembra prevalere l’ipotesi di un governo di transizione che traghetterebbe il Paese a nuove elezioni.

Cominceranno oggi alle 16 le consultazioni sulla crisi di governo: Mattarella vedrà i presidenti delle Camere, domani invece l’incontro con i leader di partito. Il Capo dello Stato verificherà se è maggioritaria la propensione al voto o al non voto. Chiederà alle principali forze politiche se sono disponibili a tentare un nuovo governo. I partiti (in primis Pd e Cinque stelle) dovranno esprimere il nome di un premier da incaricare per dare corpo a un eventuale accordo. Mattarella intende infatti chiudere in tempi brevi. Ecco perchè tutte le consultazioni con i gruppi politici si concluderanno entro le 17.00 di domani, cominciando da Forza Italia per chiudere con il Movimento Cinque Stelle.

Solo davanti a un’esplicita richiesta il Presidente darà lo spazio per perseguire questo tentativo invitando a non cadere nella riedizione di tavoli per contratti di programma come è accaduto lo scorso anno, quando sono serviti oltre 80 giorni per il nuovo Governo.

La maggioranza è pronta a scommettere su un Governo di garanzia elettorale, senza Conte e con Salvini non più ministro degli Interni, anche se già da ieri PD e Cinque Stelle non sembrano escludere l’ipotesi di un accordo di legislatura.

Accordo che richiama alla mante il contratto di governo sottoscritto da Lega e Cinque Stelle circa un anno fa e che si è materializzato, tra l’altro, con il divieto di pubblicità al gioco d’azzardo del Decreto Dignità.

Intervento che molti esponenti del PD hanno condiviso sollecitando il governo ad intervenire in maniera più energica verso una riduzione dell’offerta.

Se dovesse prevalere, come oggi non sembrerebbe, la soluzione su cui stanno si stanno confrontando PD e M5S per il settore del gioco legale resterebbe solo da capire se un riordino del settore e intervento ulteriore sulle disposizioni in materia di pubblicità potrebbero rappresentare una delle priorità su cui lavorare. Se così fosse, e visto il carattere di un Governo ‘a scadenza’, non potremmo che aspettarci provvedimenti e scelte che non hanno nulla a che vedere con la razionalità, ma dettate semplicemente dagli umori di una politica alla ricerca del facile consenso. mc