Il Governo sta pensando di estendere l’obbligo del green pass anche ai dipendenti della pubblica amministrazione, probabilmente a partire da ottobre. L’obiettivo dell’esecutivo è, infatti, quello di raggiungere il traguardo dell’80% della popolazione con almeno una dose di vaccino anti-Covid. “Si può valutare se procedere con l’estensione del passaporto vaccinale. Ad esempio per i dipendenti della pubblica amministrazione”, ha dichiarato a Repubblica il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto). D’accordo con Speranza è il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che vuole riportare i dipendenti pubblici in presenza e tagliare sullo smart working.

Come si legge su SkyTG24 “l’obbligo resta una soluzione da valutare in futuro ma di certo si può procedere sull’estensione del green pass per garantire la sicurezza e contrastare il virus. Ad esempio per i dipendenti della pubblica amministrazione. E poi è in corso anche una riflessione con sindacati e imprese per ragionare anche di green pass sui luoghi di lavoro”, ha poi sottolineato Speranza. L’estensione dell’obbligo del green pass ai dipendenti pubblici trova terreno fertile tra i vertici del Governo. Forza Italia, per esempio, è d’accordo, così come Italia Viva. “Abbiamo fortemente voluto il Green Pass – ha dichiarato a Repubblica Maria Stella Gelmini – e siamo favorevoli all’obbligo vaccinale. Se nel giro di qualche settimana non si raggiunge l’80% di immunizzati credo che sarebbe giusto prevedere una forma di obbligo vaccinale, almeno per chi svolge funzioni pubbliche”.

Il passaporto vaccinale rafforzato è dunque al momento la via più facilmente percorribile. Per il Governo, infatti, l’obbligo vaccinale è una via impervia soprattutto per l’opposizione della Lega di Matteo Salvini. Ma anche del Movimento cinque stelle. A Giuseppe Conte, per esempio, non piace l’imposizione del vaccino: “Resto favorevole alla non obbligatorietà. Bisogna continuare a fare appelli a vaccinarsi per “amor patrio””.