“Gli scienziati si sono divisi come mai era avvenuto in questa nuova fase dell’emergenza. E la stessa frattura, integralisti contro prudenti, ha spaccato la maggioranza e trasformato in una battaglia di commi e cavilli la stesura dell’undicesimo Dpcm per contenere il virus: 12 articoli, che induriscono le norme su ristoranti e bar, ma non contengono quella «stretta» che i ministri più in allarme per la corsa del virus avevano auspicato. «Situazione critica», ha ammesso il premier. Eppure restano aperte le sale per gioco e scommesse, non c’è una norma specifica per alleggerire il trasporto pubblico ed è saltato lo smart working al 75%. Che paese e’ questo? Vengono proibiti gli sport di contatto, andremo inevitabilmente verso la didattica a distanza per le superiori, alcune scuole dovranno prevedere turni al pomeriggio, nei supermercati e nei centri commerciali ci sono assembramenti continui, in certi locali si potrà entrare e acquistare fino alle 18. Però le sale bingo e i centri scommesse (dove lo Stato guadagna) aperti tutto il giorno, fino alle 21. Non ho niente contro il bingo e tutti coloro che ci lavorano. Ma o il Covid c’è per tutti o se mandiamo a morire solo alcune imprese e altre no, diventiamo il paese delle barzellette“. Così il giornalista Salvo Sottile.