Riaperture progressive, magari anche per giochi e scommesse, partendo dalla ristorazione e sempre con le dovute cautele, a comiciare da marzo e quindi per aprile in linea con la campagna di vaccinazione che coinvolge il personale sanitario e quindi gli oltre 4 milioni di ottantenni italiani. Secondo il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri questa potrebbe essere la linea da seguire rispetto alla ripresa delle attività oggi interessate dalle restrizioni previste dal lockdown.

Quindi non più indici Rt e zone per colori, e comunque non solo questi criteri, per valutare la tempiste in base alle quale verranno riaperti ristoranti così come le migliaia di attività di gioco che ad oggi sono completamente sospese in considerazioni di quella che è stato ritenuto essere l’alto grado di rischio in termini di contagio.

Se l’ipotesi del vice ministro dovesse essere accolto come indirizzo di intervento questo vorrebbe dire dover ripensare le previsioni di riapertura, ad oggi ferme al 5 marzo prossimo con la scadenza della validità del DPCM vigente, sulla base della situazione edei numeri delle vaccinazioni effettuate.

Si tratta ovviamente di ipotesi, come lo stesso Sileri precisa dicendo trattars di una sua personale valutazione di opportunità, ma che potrebbe non discostarsi molto dalla linea che il governo (sicuramente quello che verrà) potrebbe decidere di adottare.

Questo vorrebbe dire superare la possibilità di condizionare la riapertura di giochi e scommesse in base all’età in una logica di tutela nei confronti dei più vulnerabili.

Nell’illustrare quella che al momento è solo una sua idea, Sileri ha ipotizzato per il prossimo mese di aprile anche la riapertura di teatri e tutti quei luoghi per per la modalità di fruizione e accesso sono stati ritenuti essere quelli più a rischio assembramento.