Slitta al 7 ottobre il Consiglio dei ministri convocato per prorogare lo stato d’emergenza da Coronavirus e approvare il nuovo decreto legge che disegna le norme per il contrasto alla diffusione dell’epidemia.

Il consiglio dei ministri, che era previsto per le 20.30, avrebbe dovuto approvare il decreto che proroga al 31 gennaio lo stato di emergenza in scadenza al 15 ottobre. Domani ci sarà l’incontro tra governo e Regioni e solo dopo il nuovo dpcm con la ‘stretta’ per il contenimento del virus.

La bozza del decreto prevede all’articolo 1 l’obbligo “di avere sempre con sé, al di fuori della propria abitazione,dispositivi di protezione individuale, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo anche all’aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi,e comunque con salvezza dei protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande,restando esclusi dai detti obblighi:1) i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva o motoria; 2) i bambini di età inferiore ai sei anni; 3)i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.».”

All’articolo 2.”Al decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, sono apportate le seguenti modificazioni:a) all’articolo 1, comma 16, le parole «, ampliative o restrittive,rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2» sono sostituite dalle seguenti: «restrittive rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2,ovvero, nei soli casi previsti dai citati decreti e previo parere conforme del comitato tecnico-scientifico,anche ampliative.»; b) all’articolo 3, comma 1, le parole «15 ottobre2020» sono sostituite dalle seguenti:«31 gennaio 2021».”

La conferma quindi di tutte le misure anti contagio finora previste, con l’introduzione dell’obbligo delle mascherine all’aperto. E, per ora, nessuna nuova stretta alle attività produttive. I ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia hanno ribadito un percorso di massima condivisione in ogni passaggio: ci si tornerebbe a confrontare se in futuro si rendesse necessaria una stretta agli orari di apertura dei negozi o ad altre attività, ma il nuovo dpcm, hanno spiegato i ministri, non prevederà nessuna limitazione in tal senso.

Chi non fa rispettare i divieti di assembramento all’interno del proprio locale rischia multe salate, da 400 a 3.000 euro,  e può subire la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.