Le parole dell’assessore D’Amato mettono in allarme i gestori di sale slot, bingo e scommesse del Lazio, memori di quanto successo a giugno, quando l’amministrazione scelse di ritardare la riapertura delle attività di gioco pubblico ritenendole un rischio per la diffusione del contagio.

Lo stop a bar e ristoranti alle 18 e il coprifuoco dalle 22 nel Lazio durerà ancora a lungo: almeno fino a marzo. A dirlo è l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato che, in un un’intervista rilasciata al Messaggero, ha parlato del rischio di una terza ondata e della necessità di mantenere le restrizioni fino a primavera. «Naturalmente ci saranno interventi per le attività che rimarranno chiuse, come per le palestre, per il mondo della cultura, per il commercio ambulante dei mercati».

Secondo l’assessore, “una cosa deve essere chiara: le misure adottate sono e saranno sempre proporzionali alla situazione dell’epidemia. Nel Lazio siamo stati prudenti e Roma oggi è tra le capitali europee che, pur con molte difficoltà, hanno sofferto meno, grazie al rigore dei comportamenti e anche alle misure che abbiamo adottato. Ora bisogna proseguire”. D’Amato ha poi dichiarato che ci vorranno almeno tre mesi prima di pensare a un allentamento delle misure. Questo perché “il virus circola, l’Rt non è sotto controllo e per la campagna di vaccinazione ci vorrà tempo”. E se casi e ricoveri diminuiscono, il Lazio ha comunque sui 1500 casi al giorno. Troppi, se paragonati al mese di settembre. L’obiettivo è arrivare già a gennaio con un Rt allo 0,5: ma non è scontato visti giorni di festa davanti. E se le persone dovessero spostarsi come in estate, la terza ondata è più una certezza che una probabilità.

Parole che non mancano di destabilizzare le imprese della ristorazione così come quelle attive nel comparto del gioco pubblico, delle scommesse, bingo e apparecchi da intrattenimento. Va ricordato infatti che in fase di allentamento delle misure adottate su stutto il territorio nazionale nel primo lockdown la Regione Lazio, con una ordinanza, ritardò la riapertura di sale giochi e sale bingo al 1 luglio , ovvero 2 settimane dopo rispetto al Dpcm,  come misura di precauzione rispetto al rischio di contagio da Coronavirus.