C’è preoccupazione per le varianti del Covid-19, si teme una possibile «terza ondata» della pandemia e si allontana quindi la possibilità di allentare i divieti con il prossimo Dpcm che sarà firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Da parte degli espeti viene chiesta «massima cautela», l’ipotesi più probabile è rinviare la decisione su eventuali riaperture alla fine di marzo o addirittura alla seconda settimana di aprile, dopo le festività pasquali. E’ quanto scrive Il Corriere della Sera.

Le palestre e le piscine potranno riaprire soltanto quando il numero dei contagi sarà di 50 persone per centomila abitanti. Numeri da «fascia bianca». Nelle prossime settimane gli indicatori potranno essere eventualmente rivisti anche per programmare uno scaglionamento degli ingressi nelle strutture sportive, ma al momento gli scienziati non ritengono di poter concedere il via libera.

Oggi il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini incontrerà i componenti del Cts. Con loro proverà a fissare un calendario per la riapertura dei cinema e dei teatri, ma anche per valutare la possibilità di consentire l’ingresso nei musei e nei parchi archeologici il sabato e la domenica.

L’apertura di bar e ristoranti dopo le 18 al momento sembra destinata a rimanere ancora vietata nelle fasce gialle. La discussione rimane comunque aperta e non è escluso che possa esserci una rivalutazione per quelle aree che mostrino una condizione favorevole sia per quanto riguarda l’andamento dei contagi, sia per la tenuta delle strutture sanitarie.

Nelle zone rosse per bloccare i contagi causati dalle varianti del virus oltre ai Comuni maggiormente colpiti si continuerà a isolare anche quelli limitrofi. Scuole e negozi saranno chiusi ad eccezione di alimentari, farmacie, edicole e tabaccai. Vietato uscire di casa se non per motivi di «comprovata necessità», lavoro, salute e urgenza. Non è consentito andare nelle seconde case se si trovano in zona rossa.

Lo stesso divieto relativo all’abitazione dove non si ha la residenza è stato previsto in numerosi Comuni della Lombardia e dell’Emilia Romagna che sono entrati in fascia arancione ma con restrizioni ulteriori (arancione scuro). È il rafforzamento che – oltre al divieto di uscire dal Comune di residenza e di aprire bar e ristoranti – prevede la chiusura di tutte le scuole. Un livello intermedio prima di decretare il lockdown.