“In questa settimana notiamo un peggioramento dell’entità epidemiologica nel nostro Paese. Stiamo molto probabilmente in un nuovo cambiamento di fase, i dati ci dicono che l’epidemia è nuovamente in una fase espansiva. Non dobbiamo lasciarci portare fuori pista dal fatto che oggi abbiamo dati un po’ più bassi del resto d’Europa. I dati sono in peggioramento secondo l’ultima cabina di monitoraggio. Torna a crescere l’Rt e il dato è superiore a 1, che significa che siamo di fronte a una nuova fase espansiva”.

Così il Ministro della Salute, Roberto Speranza (nella foto), riferendo alla Camera sulle misure anti-Covid.

“Non c’è altra strada che l’unità per affrontare la più grande crisi del dopoguerra, ecco perché voglio rivolgere a tutti un accorato messaggio di responsabilità, e mi rivolgo con lo stesso spirito a maggioranza e opposizione. Teniamo fuori la salute degli italiani dalle polemiche più o meno elettorali. Il lavoro del Parlamento e quello di Governo, Regioni ed enti locali ci ha permesso di resistere e di tenere il Paese coeso. Siamo all’ultimo miglio e serve ancora di più una leale collaborazione, a Roma come in tutte le Regioni d’Italia. Le prossime settimane e mesi saranno duri. Sarà tutto terribilmente complicato. Rimanere uniti è anche il modo più concreto per sostenere il prezioso lavoro dei nostri medici: con l’avvio della vaccinazione finalmente vediamo la luce, adesso sappiamo che il virus ha i mesi contati. Ma non abbiamo ancora vinto, la nottata non è ancora passata. Dovremo continuare a convivere con una forte presenza del virus fino a quando le vaccinazioni non avranno un forte effetto epidemiologico: in tutta Europa sta montando una nuova forte tempesta, ci aspettano i mesi più duri della pandemia. Il virus può di nuovo colpirci con forza crescente, dobbiamo fare molta attenzione” ha aggiunto, spiegando che “sono passate da 10 a 13 le regioni che hanno un tasso di occupazione degli ospedali e delle terapie intensive superiore alla soglia critica. 12 regioni sono considerate ad alto rischio e il Governo ha intenzione di prorogare al 30 aprile lo stato di emergenza”.

In particolare “12 regioni sono ad alto rischio, 8 a rischio moderato di cui due in progressione, e una sola a rischio basso: abbiamo l’obbligo di prendere nuove misure proporzionali al rischio. Riteniamo indispensabile prorogare al 30 aprile lo stato di emergenza ora in scadenza al 31 gennaio. Nel nuovo decreto prevediamo la conferma delle misure già prese, e il divieto di spostamento tra regioni anche in zona gialla, limitare l’asporto per i bar dopo le 18, confermare il limite di 2 ospiti non conviventi e stabilire un’area bianca che potrà scattare solo con parametri molto bassi, di 50 positivi ogni 100mila abitanti: è difficile che questa area possa scattare a breve ma vogliamo dare un segnale di speranza. Il governo, inoltre, intende prevedere nel nuovo DPCM “la riapertura dei musei nelle regioni in area gialla“.

In riferimento alla proroga dello stato di emergenza, il Ministro ha precisato: “Si tratta di un passaggio ampiamente giustificato da tutte le argomentazioni epidemiologiche che consente all’architettura istituzionale dell’emergenza di continuare ad esercitare le sue funzioni e il suo fondamentale lavoro. Lunedì abbiamo avviato un lavoro per la stesura del nuovo DPCM che sostituirà quello del 15 gennaio e in cui prevediamo la conferma delle misure fondamentali già vigenti e il modello per fasce differenziate”.

“Con la campagna di vaccinazione vediamo la luce in fondo al tunnel. Il Covid ha le ore contate, ma non abbiamo ancora vinto, siamo alle prime battute di una lunga e difficile maratona”, ha detto Speranza. “Sono convinto che la stragrande maggioranza degli italiani deciderà di vaccinarsi senza ricorrere all’obbligo. Per il governo resta comunque fondamentale l’obiettivo dell’immunità di gregge. A chi ha dubbi sui vaccini dobbiamo rispondere con la trasparenza, l’evidenza scientifica e la capacità di ascolto e dialogo, non con gli insulti o con una guerra ideologica tra fan della scienza e primitivi delle caverne”, ha spiegato il ministro.

“Nel primo trimestre 2021 – prosegue Speranza – è attesa l’autorizzazione anche del vaccino di Johnson & Johnson. I risultati del vaccino italiano ReiThera sono molto incoraggianti. Stiamo lavorando parallelamente ad organizzare le forze e l’Italia è pronta a mettere in campo una squadra forte: si aggiungeranno 40 mila medici ed entreranno anche le farmacie in campo”.

“Siamo ragionevolmente fiduciosi – ha concluso Speranza – che un aumento delle dosi disponibili avverrà in tempi non lunghi, aspettiamo certi che Ema e Aifa non perderanno neanche un giorno nel loro lavoro. Vogliamo correre ma dobbiamo farlo nell’assoluta sicurezza, ecco perche’ dobbiamo dare agli scienziati tutto il tempo necessario”.

Cts, prorogare stato emergenza al 31 luglio, preoccupazione per la riapertura dello sci

Prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 luglio. Sarebbe questa, secondo quanto si apprende, l’indicazione che il Comitato tecnico scientifico ha dato al governo in vista del nuovo Dpcm. Secondo gli esperti, quattro sono gli elementi che consigliano il prolungamento di altri sei mesi, in modo da poter gestire la situazione con strumenti emergenziali: l’impatto ancora alto del virus sull’occupazione dei posti letto ospedalieri, la campagna vaccinale, la preoccupante situazione internazionale e la possibile sovrapposizione dell’influenza stagionale con il Covid.

“Grande preoccupazione” per la riapertura degli impianti sciistici. E’ quanto avrebbero espresso gli esperti del Comitato tecnico scientifico sottolineando tra l’altro che molte delle regioni in cui si trovano gli impianti sono proprio quelle dove la pandemia sta colpendo più duramente. Dal Cts è poi arrivata la conferma di quanto già emerso nella riunione del 7 gennaio: i mondiali di sci in programma a Cortina dall’8 al 20 febbraio si potranno svolgere ma a porte chiuse e con una serie di raccomandazioni tra cui quella di fare in modo che gli atleti restino in paese il minor tempo possibile, per evitare assembramenti.