La stretta alle attività economiche decisa nel fine settimana per contenere la crescita dei contagi da Coronavirus rimette prepotentemente sul tavolo del governo la necessità di supportare le aziende e i lavoratori coinvolti.

Il Governo lavora al rifinanziamento “generale complessivo” della cassa integrazione con altre 18 settimane, ha detto la la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo (nella foto) in una intervista a Inblu Radio affermando che la misura dovrebbe essere inserita nel decreto Ristoro che sarà pronto nelle prossime ore. Si va infatti verso un’intensa attività via decreto, prima che arrivi la legge di Bilancio vera a propria, proprio per far fronte all’emergenza delle ultime settimane. Si lavora su interventi per 5 miliardi subito – si legge su repubblica.it – tra tutela dei lavoratori e sostegno alle attività bloccate o ridimensionate con l’ultimo Dpcm: dovrebbero confluire in un testo che già oggi la vaglio del Cdm.

Nuova cassa integrazione in due tranche: saranno 18 settimane

Per quel che riguarda gli ammortizzatori sociali, già prima dell’ultima stretta era all’ordine del giorno il tema della copertura per l’ultimo scorcio del 2020 per le aziende che a metà novembre finiranno quelli rinnovati per l’ultima volta con il dl Agosto. E poi lo sconfinamento nel 2021 con altre settimane di cassa. Soltanto venerdì scorso, Catalfo aveva parlato di un primo rifinanziamento di dieci settimane di cassa per coprire il 2020 e probabilmente il prossimo gennaio, per “pareggiare” la durata degli ammortizzatori con quella dell’emergenza sanitaria. Poi sarebbe intervenuta la Manovra per finanziare i mesi successivi, per altro valutando come rinnovare o rimodulare il blocco dei licenziamenti (mercoledì è previsto un nuovo incontro con i sindacati). Ora, le esigenze di assistere attività colpite dalle chiusure selettive potrebbero ridimensionare il primo intervento sulla cig limitando lo stanziamento a sei settimane, per arrivare alla fine del 2020.

I ristori in un decreto “nelle prossime ore”

Già in giornata – Catalfo ha detto “nelle prossime ore” – dal Cdm potrebbe partire il decreto sui ristori alle categorie più colpite dalle restrizioni dell’ultimo Dpcm. Questa quota dovrebbe valere circa 1,2 miliardi: si parla quindi di bar, pasticcerie, ristoranti, locali, birrerie, gelaterie, pub, discoteche, cinema e teatri, palestre e piscine, sale giochi, impianti di sci. Conte e Gualtieri hanno parlato di interventi per 300-350 mila imprese. Come rimarcato da Repubblica, la novità del nuovo “fondo perduto” sta nell’avere svincolato l’aiuto dal fatturato: non ci sarà il limite dei 5 milioni. Il soccorso dovrebbe esser ancora vincolato al calo del fatturato. Per le attività che avevano fatto già ricorso al contributo nella versione del dl Rilancio, gestito dall’Agenzia delle Entrate con accredito sul conto corrente, non sarà necessaria una seconda procedura. Per costoro, Conte ha promesso pagamenti entro la metà del prossimo mese, mentre per gli altri ci sarà da pazientare di più ma l’obiettivo è arrivare a saldare entro fine anno. Secondo le stime degli industriali riportate dal Sole24Ore, in media il contributo ha dato sollievo per il 20% delle perdite subite.

Stop Imu e credito sugli affitti

Le altre misure per le attività nella rete del Dpcm riguardano le imposte e gli immobili. Si prevede infatti l’esensione a ottobre e novembre del credito d’imposta per gli affitti commerciali con l’opzione di cessione al proprietario per ottenere uno sconto sul canone. Cancellata anche la rata Imu che si paga entro metà dicembre, mentre era già stato spostato al 30 aprile il termine per i versamenti di novembre di Ires, Irpef e Irap per contribuenti Isa e in regime forfettario.

Indinnizzi a lavoratori stagionali e Reddito di emergenza

Come ha spiegato Catalfo, ci saranno gli indenizzi anche per i lavoratori stagionali (600 o mille euro) che hanno avuto dalla crisi un impatto negativo, quelli del turismo e dello spettacolo” ma anche dello sport. Si lavora anche per la filiera agro-alimentare che sta a monte delle attività di ristorazione. Inoltre “verrà rifinanziata per una mensilità il Rem”, il reddito di emergenza che può valere fino a 840 euro, mentre per il settore pubblico “innalzeremo lo smart working”.