“Abbiamo quattro vaccini sicuri e efficaci, ad aprile arriva anche Johnson&Johnson. L’obiettivo è vaccinare quante più persone possibile nel più breve tempo possibile: dobbiamo portare il ritmo a mezzo milione al giorno”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi (nella foto) parlando dell’emergenza Covid in Senato. “Mentre la campagna vaccinale procede è bene cominciare a pianificare le riaperture, stiamo guardando i dati sui contagi ma se la situazione lo permette cominceremo a riaprire la scuola, a partire dagli asili e dalla primaria, speriamo dopo Pasqua”, ha aggiunto.

“Sicuramente nell’Ue ci sono stati degli errori, ma ora le cose vanno meglio. Il commissario preposto è bravissimo e i risultati si stanno vedendo. Occorre guardare al futuro”, ha proseguito l’ex numero uno della Bce. “Il coordinamento in Europa va sempre cercato, ci si muove all’unisono, ma se non funziona in questi momenti dove il tempo è prezioso, occorre anche trovare del risposte da soli. Sul rispetto dei contratti l’Italia è stata la prima”.

E ancora: “Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Le Regioni seguano le priorità indicate dal governo, serve unità”.

L’accelerazione della campagna vaccinale “è già visibile nei dati”, ha aggiunto Mario Draghi. Nelle prime tre settimane di marzo, la media giornaliera delle somministrazioni è stata di quasi 170mila dosi al giorno, più del doppio che nei due mesi precedenti. “Questo è avvenuto nonostante il blocco temporaneo delle somministrazioni di AstraZeneca, che sono state in parte compensate con un aumento delle vaccinazioni con Pfizer. Ma il nostro obiettivo è portare presto il ritmo di somministrazioni a mezzo milione al giorno. Se paragonate al resto d’Europa, le cose qui già ora vanno abbastanza bene. Per vaccini fatti, l’Italia è seconda dopo la Spagna, ma per i noti motivi l’Unione Europea si colloca dietro molti altri Paesi”.

Sempre sul tema vaccini, il presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di “sburocratizzare il processo di amministrazione. Dalle esperienze degli atri Paesi impariamo una logistica efficiente può perseguire i propri obiettivi molto più velocemente, se si attua un certo pragmatismo”.