“Bisogna guardare al futuro con ottimismo e fiducia. Le nuove misure verranno prese a partire dal 26 di questo mese, quando verrà di nuovo introdotta la possibilità di entrare in zona gialla rafforzata. Tutte le scuole riaprono in presenza in giallo e arancione. In zona rossa modalità in parte a distanza e in parte in presenza. I dati sono in miglioramento, il governo prende un rischio che incontra le aspettative dei cittadini, ma si fonda sulla premessa che le norme relative alle attività aperte siano rispettate scrupolosamente. Si darà priorità alle attività all’aperto. Dalle mascherine al distanziamento servono sensibilizzazione e contributo forze dell’ordine per far rispettare le norme. Le riaperture sono un’opportunità straordinaria per economia e vita sociale”. E’ quanto annunciato dal Premier, Mario Draghi (nella foto), in conferenza stampa.

“Con alcune sorprese, sia negative ma anche positive, la campagna di vaccinazione sta andando bene e anche quello è stato importante per prendere le decisioni di oggi. Gli spostamenti saranno consentiti tra regioni gialle e con un pass tra regioni di colori diversi. Se le norme verranno rispettate la possibilità che si debba tornare indietro è molto piccola” ha aggiunto.

A proposito del decreto sostegni “è segnato dalla rapidità dei pagamenti, dal 30 marzo a oggi sono stati pagati due miliardi nella prima settimana e nella seconda un miliardo, ma i pagamenti non sono ancora terminati” ha detto il premier, che ha poi proseguito parlando del Def e dello scostamento, con cui si fa “una scommessa sul debito buono“. E ancora: “Il Ministro Franco ha enunciato il Def e l’entità dello scostamento, 40 miliardi. Non merita attenzione solo la cifra ma il percorso di rientro dal deficit, che è poco meno del 12%, solo nel 2025 si vedrà il 3%. Questa è una scommessa sulla crescita: se la crescita sarà quello che ci attendiamo da tutti questi provvedimenti, dal piano di investimento, dal Pnrr, dalle riforme, pensiamo che non servirà una manovra correttiva negli anni a venire. Il processo si traduce in un’uscita dal debito per effetto della crescita. Sul Recovery ha detto: “Il Pnrr è fatto di 191,5 miliardi circa, di cui 69 a fondo perduto, 122 prestiti, più 30 del fondo di accompagnamento al Pnrr”.

Parlando del prossimo decreto per le imprese, Draghi ha spiegato che “la questione aperta è se introdurre cambiamenti” nei prossimi sostegni alle imprese: “il criterio adottato nel primo decreto è quello del fatturato ma ha suscitato perplessità in tanti per vari motivi. Il ministero sta pensando ad aggiungere, oltre a quello del fatturato, anche un criterio che riguarda l’utile, l’imponibile fiscale, in modo da vedere esattamente i soggetti più colpiti dalla pandemia. Naturalmente non si può aver tutto: con il fatturato i tempi sono molto rapidi, con altri parametri i tempi si allungano di tre o quattro settimane”. La logica del governo, però, è di due tipi: “un sostegno alle persone – umanitario – per coloro che hanno perso tutto e non per colpa loro, un altro serve a evitare che le imprese per mancanza di liquidità chiudano o vengano acquistate da qualcuno che si presenta all’improvviso. Sta capitando”. Ci saranno sicuramente “settori industriali che con i cambi di comportamenti e tecnologie non avranno più mercato, in quel caso significherà assistere la transizione”.

Inoltre “in autunno la vaccinazione sarà molto diffusa, potremo quindi affrontare un eventuale ritorno della malattia in maniera diversa“.
Ancora il premier Draghi: “Queste aperture sono una risposta al disagio di categorie e giovani e portano maggiore serenità nel Paese, pongono le basi per la ripartenza dell’economia. Mi aspetto che avremo un rimbalzo molto forte nei prossimi mesi e poi dovremo attestarci su un sentiero di crescita. Il rimbalzo è certo, non è sicuro esattamente quanto forte sarà. Ma dobbiamo lavorare sulla sfida di assicurare che dopo la ripresa dei prossimi mesi continueremo a crescere e tenere alto il livello dell’occupazione, dopo tantissimi anni in cui purtroppo la situazione è stata diversa. Il declino delle curve è continuo ma è necessario rispettare i comportamenti. Dal 26 aprile ristorazione sì, anche la sera in zona gialla, ma all’aperto. Attività sportiva sì, ma all’aperto. Dal 26 aprile teatri, cinema e spettacoli saranno consentiti all’aperto. Queste decisioni sono state prese sulla base di dati scientifici che dimostrano che la probabilità del contagio è bassa all’aperto. Ci sono state differenze di vedute sui singoli aspetti. Sono contento che siamo riusciti a trovare una decisione che contempli i vari punti di vista. La decisione è stata presa all’unanimità, non a maggioranza”.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza ha aggiunto: “Penso che ci siano stati due fattori fondamentali che ci hanno consentito di vedere una curva. Il primo è sicuramente relativo alle misure adottate con una parte consistente in area rossa o arancione. Sospendere la zona gialla ha dato dei risultati con l’Rt a 0,85 che scenderà sotto 0,80 la prossima settimana. A questo primo fattore c’è anche l’aumento delle dosi inoculate. L’80% delle persone over 80 ha ricevuto almeno la prima dose, oltre 14.000.000 quelle complessive. Sulla base di questi elementi siamo in condizione oggi di disegnare un percorso positivo di ripresa del Paese. Partiremo il 26 aprile. Si vedrà come elemento prioritario la tutela e salvaguardia della scuola. Nei luoghi all’aperto riscontriamo una difficoltà consistente del virus a contagiare. Questo principio lo applicheremo nell’ambito della ristorazione e non solo in questa fase di transizione. Nell’auspicio che questo quadro epidemiologico rimanga positivo e le vaccinazioni aumentino, questo ci consentirà poi anche di riaprire le attività che non sono all’aperto. Credo che quella spinta alla cautela e all’attenzione è ancora più importante al momento delle riaperture. Quando ci avviamo ad aprire tutto nel tempo bisogna ricordarsi di rispettare le norme imparate in questi mesi”.

Sempre Speranza: “Come detto la prima data chiave è il 26 di aprile, quando ripristineremo le zone gialle, investendo sugli spazi aperti. Poi c’è una road map che ci accompagnerà e che monitoreremo passo dopo passo: dal 15 maggio le piscine e gli stabilimenti balneari all’aperto; dal 1° giugno le attività connesse alle palestre. Dal 1° luglio le attività di natura fieristica. Non sarebbe corretto indicare un giorno in cui da un tratto scompare qualsiasi misura, serve un percorso di gradualità che ci consentirà di monitorare l’andamento. In questa fase il coprifuoco resta alle 22. Resta per ora in vigore il modello per zone di colore. Il governo monitorerà la situazione per eventuali provvedimenti diversi”.