Non resta che la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale”: è pronto il decreto redatto dal Mise e dal Mef insieme che individua i soggetti beneficiari e le modalità di erogazione del contributo a fondo perduto (Cfp) a valere sulle risorse del Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse, di cui all’articolo 2 del decreto Sostegni bis (Dl 73/2021).

Lo Stato ha messo a disposizione 140 milioni di euro per le attività per cui, tra il 1° gennaio 2021 e il 25 luglio scorso, sia stata disposta la chiusura per almeno cento giorni, tenuto conto delle misure di ristoro già adottate per specifici settori economici e dei contributi a fondo perduto concessi con i decreti Sostegni.

Il contributo a fondo perduto sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente che ciascuna attività indicherà  nell’istanza  di accesso al Fondo. L’istanza dovrà essere presentata seguendo le indicazioni che l’Agenzia delle Entrate adotterà entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione del decreto e dopo che la Commissione Ue avrà notificato l’approvazione della misura di aiuto.

Discoteche e sale da ballo potranno richiedere i contributi a fondo perduto fino a 25mila euro. Altre attività, tra cui palestre, impianti sportivi, parchi tematici, eventi di teatro, cinema, arte, fiere e cerimonie e quelle del gioco (in particolare gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone, altre attività connesse con le lotterie e le scommesse e sale giochi e biliardi) potranno invece richiedere fino a 12mila euro. In questo caso spetteranno 3.000 euro ciascuno a quelle attività con ricavi (articolo 85, comma 1, lettera a e b, del Tuir) e compensi (articolo 54, comma 1, del Tuir) del periodo d’imposta 2019 fino a 400mila euro (compresa l’ipotesi del soggetto di nuova costituzione con ricavi/compensi pari a zero), 7.500 euro alle attività nello scaglione superiore fino a 1.000.000 di euro, 12mila euro a quelle nello scaglione ancora successivo.

Se dovessero avanzare delle risorse, saranno distribuite con un contributo minino di 3.000 euro a soggetto.

Il contributo a fondo perduto in questione non concorre a formare la base imponibile delle imposte sui redditi e dell’Irap e non incide sui rapporti di indeducibilità dei costi in base agli articoli 61 e 109 del Tuir.

Lo riporta SkyTg24.