“I lockdown mirati sono conseguenti alla scelta di tipo sanitario. L’idea di fare una chiusura non generalizzata, ma mirata a situazioni specifiche trascina di conseguenza interventi economici coerenti e collegati, così è sempre stato in questi mesi. Stavolta ci sarà maggiore attenzione all’economia rispetto alla prima fase. Le conseguenze economiche del lockdown si trascinano oltre il lockdown stesso e i rischi delle ricadute saranno maggiori rispetto alle chiusure della prima ondata”.

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Lo ha detto il sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta (nella foto), intervenendo a Sky Tg24.

“Abbiamo deciso il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione gratuita per le imprese, il dialogo quindi c’è. Siamo in emergenza, è inutile negarlo. Gli imprenditori chiedono fondo perduto e sostegno immediato e su questo ci stiamo muovendo. Non si è mai vista una crisi così pesante e non si sono mai avute tante risorse a disposizione, bisognerà governare insieme questo passaggio. Stiamo affrontando una situazione inedita, 110 miliardi usciti in pochi mesi a sostegno dell’economia sono qualcosa di assolutamente nuovo. Non è andato tutto bene, però il tipo di sforzo a cui è stato chiamato il Paese, non soltanto il governo, è davvero straordinario” ha aggiunto Baretta.

Sul Decreto Ristoro: “Adotteremo il criterio delle tre zone, gli aiuti economici andranno prima a chi è stato costretto a chiudere per scelta governativa. Le risorse a fondo perduto o il bonus per gli affitti sono stati infatti assegnati soprattutto a chi per scelta governativa è stato obbligato a chiudere. Il ristoro sarà graduato a seconda delle situazioni. Il criterio è più o meno quello che abbiamo seguito nell’ultimo decreto, credo che resterà il fondo perduto e anche la questione degli affitti. Sulla cassa integrazione è già stata decisa fino a marzo del prossimo anno e l’eventuale aggiunta sarà decisa più avanti. Quello che possiamo erogare entro metà novembre lo faremo e il resto verrà imputato dal primo gennaio dell’anno prossimo”.

“Noi facciamo una legge di bilancio che in parte sarà coperta già con le prime risorse del Recovery Fund, indipendentemente da quando poi arriveranno. Siamo stati molto criticati perchè abbiamo limitato la libertà e abbiamo proceduto per Dpcm, siamo stati anche il primo paese che ha affrontato questo tema in democrazia. Servono intesa e mediazione” ha concluso il sottosegretario al Mef.