In Italia si registra una impennata dei contagi da Coronavirus. Per il consulente del ministero della Salute nella gestione dell’emergenza coronavirus Walter Ricciardi, intervenuto al meeting di Rimini, si può escludere l’ipotesi di un nuovo lockdown duro.

“Io penso proprio di si. E’ una  situazione completamente differente per molti motivi”. Così, a margine di un incontro del Meeting di Rimini, il consulente del ministero della Salute nella gestione dell’emergenza coronavirus, Walter Ricciardi, ha replicato a chi gli chiedeva se si potesse escludere il ritorno ad un lockdown duro come quello vissuto nei mesi scorsi in caso di aumento dei contagi da Covid-19.  “Innanzi tutto perché i casi li intercettiamo molto prima nel senso che questo sistema di testing e di tracciamento porta a identificare soggetti nella stragrande maggioranza asintomatici. Quello che è successo a gennaio e febbraio – ha spiegato Ricciardi – è che questi casi non venivano identificati e quindi diventavano gravi, la sintomatologia diventava particolarmente grave e andavano in terapia intensiva”. Quindi, ha sottolineato ancora, “il primo motivo” per allontanare l’ipotesi di una nuova quarantena rigida, “è che abbiamo ampliato la capacità di testing e di tracciamento e quindi i casi li identifichiamo molto precocemente. La seconda cosa – ha aggiunto ancora Ricciardi – è che è stato rafforzato enormemente il servizio sanitario nazionale, sono stati dati fondi importanti che non erano stati dati negli ultimi cinque anni e questo ha consentito di assumere personale, di migliorare le condizioni di lavoro: ancora non è completato questo rafforzamento però per settembre-ottobre verrà completato”. Pertanto, ha concluso, “credo che non ci sarà quel tipo di immagini che noi abbiamo visto ma questo non significa che non dovremo stare attenti per evitarlo”.

L’aumento dei casi di positività al Covid 19 “naturalmente non significa che la situazione sia fuori controllo, siamo ancora in grado di controllarla perché più o meno i focolaio sono mille in Italia, ma se diventano 2mila o 3mila non riusciamo più a controllarla”.

“In seguito alla riduzione nel numero di casi di infezione da SARS-CoV-2 grazie alle misure di lockdown, l’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento”. E’ quanto si legge nel Monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità e del Ministero della Salute sull’andamento del contagio.
“Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto ma con una tendenza – afferma il documento – all’aumento da tre settimane”. Nel caso non vengano osservate le misure di sicurezza e le quarantene “nelle prossime settimane, potremmo assistere ad un ulteriore aumento nel numero di casi a livello nazionale”.