Il giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato da parte della Corte dei Conti è anche l’occasione per riportare nel dettaglio l’andamento della raccolta di gioco nel corso dell’anno. Oltre a riportare i dati sul settore già per altro illustrati dall’ADM, i giudici contabili hanno rilevato le criticità del comparto.

“L’emergenza epidemiologica da Covid-19 e il blocco totale della raccolta del gioco pubblico che essa ha comportato per oltre dodici mesi negli anni 2020/2021 – si legge nel documento – ha avuto un profondo impatto non solo sulle entrate erariali (in particolare nel 2020) derivanti dal gioco “fisico” ma anche sugli stessi bilanci dei concessionari di Stato con effetti non ancora compiutamente individuati. Nello stesso tempo, non sono state ancora risolte le criticità collegate alle differenti leggi regionali in materia di distanze dei punti di gioco dai luoghi sensibili e alle regolamentazioni comunali sugli orari dei punti di gioco. Ogni Regione, infatti, ha adottato la propria normativa in materia di prevenzione e contrasto in materia di disturbo da gioco d’azzardo che incide sulla effettiva possibilità di ubicazione degli apparecchi da intrattenimento, a causa, in particolare, della individuazione di una vasta tipologia di luoghi sensibili rispetto ai quali gli apparecchi devono osservare distanze minime obbligatorie, tanto da arrivare per alcuni territori ad un vero e proprio effetto espulsivo del gioco legale.

Questa regolamentazione rende, a detta dell’Agenzia, sostanzialmente inefficace qualsiasi ipotesi di elaborazione di un bando di gara in materia di apparecchi da intrattenimento – settore in cui è più forte la sensibilità dell’opinione pubblica – e richiede la necessità di una regolamentazione definitiva che riesca a contemperare i confliggenti interessi pubblici del contrasto al gioco d’azzardo e al gioco illegale e del legittimo esercizio della raccolta del gioco pubblico. In materia, peraltro, va tenuto presente il parere n. 1057/2019 del Consiglio di Stato reso per il bando di gara in materia di scommesse, ma valido a maggior ragione per la gara degli apparecchi da intrattenimento.

La riapertura graduale della raccolta del gioco pubblico a partire dal giugno 2021 – prosegue la Corte dei Conti – ha dato respiro ad un settore fortemente indebolito da circa 12 mesi di blocco. Le misure di distanziamento previste non hanno consentito un’immediata e completa riapertura della rete che, ancora adesso presenta circa il 15 per cento del parco macchine AWP fermo in magazzino. Nonostante il sostegno fornito dalle misure di legge adottate nel periodo emergenziale che hanno prorogato fino al dicembre 2021 il versamento di alcune rate del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento, il settore appare ancora lontano dalle performance fatte registrare nel periodo prepandemico. Allorché saranno definitivamente eliminate le misure di distanziamento si stima che la raccolta tramite AWP possa ritornare ai livelli del 2019, mentre, per quanto riguarda il settore delle VLT continuerà a pesare sulla raccolta l’introduzione della tessera sanitaria per il contrasto del gioco minorile voluto dall’art. 9-quater del d.l. “Dignità” nonché della tassazione al 20 per cento delle vincite superiori a 200 euro previsto dall’art. 1, comma 733, della legge 27 dicembre 2019, n. 160. Nel corso del 2021 il numero delle concessioni per l’esercizio e raccolta del gioco a distanza è passato da 98 a 96, perché nel secondo semestre dell’anno è intervenuta la scadenza del termine novennale di due concessioni”, conclude il documento.

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