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Luigi di Maio annuncia di voler vietare la pubblicità al gioco d’azzardo, intendimento per per Massimo Corsaro, già deputato nella passata legislatura, sarebbe “un intendimento opinabile ma legittimo. Solo però un attimo dopo aver abolito il prelievo fiscale sul settore”. 

Una provocazione quella dell’ex deputato che nel corso dell’ultima legislatira non ha mancato di esprimere perplessità sulle scelte politiche del governo in materia di regolamentazione del gioco pubblico.

E’ una questione di coerenza, spiega Corsa, perchè “lo Stato non può accettare soldi da qualcosa che vuole tenere nascosta“.

Gli fa eco Daniele Capezzone che ricorda al suo ex collega come “tu ed io (in solitudine) raccontiamo da anni, il progressivo esaurimento delle tossicodipendenze tradizionali più gravi e visibili ha richiesto alle “fabbriche della solidarietà” l’invenzione della ludopatia. Urgono nuovi clienti da ‘aiutare’.

Una stoccatina arriva anche dall’umbro Pietro Laffranco, già Parlamentare della Repubblica dal 2008 al 2018 nelle fila di Forza Italia, per il quale si tratta solo di “una decina di miliardi di euro” ai quali Di Maio “rinuncerà facilmente”.

 

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