All’orizzonte ci sarebbe anche una sorta di moratoria per il pagamento degli affitti di bar, rispostanti e pizzerie. Sarebbe poi allo studio anche la possibilità di elargire dei rimorsi veloci da modello 730 per quei lavoratori che hanno perso il lavoro proprio a caura delle’emergenza coronavirus.

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Il premier Conte e il ministro dell’Economia Gualtieri hanno messo in lavorazione ben due decreti. Il primo dovrebbe essere licenziato domani ed è destinato alle imprese. Il decreto dovrà infatti garantire liquidità ad imprese, autonomi e partite Iva e liberare oltre 500 miliardi di euro per l’economia reale.

Il ministro economico Gualtieri ha spiegato che conterrà misure per “rafforzare ulteriormente il sistema delle garanzie dello Stato ai prestiti alle imprese per arrivare a interventi analoghi, se non superiori, a quelli presi da altri paesi europei”. Nel dettaglio, il governo conta di erogare garanzie ulteriori, fino al 90% degli importi, per complessivi 200 miliardi di euro, per tutte le imprese, anche le grandi, sfruttando tutti i margini consentiti ora dalla modifica delle norme Ue sugli aiuti di Stato. In questo decreto potrebbe entrare la proposta di Italia viva dei prestiti solidali garantiti dalle banche.

Sui ritardi negli adempimenti o nei versamenti è stato il ministro Gualtieri ad annunciare l’idea di introdurre una moratoria sulle sanzioni per ritardati versamenti. Mentre sulla consegna e gli invii delle certificazioni uniche dei redditi, i cui termini sono scaduti il 31 marzo, come prevede il decreto Cura Italia all’esame del Senato si potrebbe arrivare a una norma che dia copertura giuridica alla “causa di forza maggiore” così da poter prevedere la disapplicazione delle sanzioni.

Altro capitolo da affrontare alla luce delle tante richieste giunte al Mef negli ultimi giorni è quello del bonus affitti per le attività commerciali, di impresa e professionali. La norma oggi riconosce un credito d’imposta del 60% solo alle locazioni di immobili classificati C1, dunque a botteghe e negozi. L’ipotesi su cui la maggioranza e i tecnici si stanno confrontando sarebbe quella di un’estensione agli immobili ad uso non abitativo, a partire da quelli del turismo come gli alberghi, ma anche ai capannoni delle imprese, agli studi professionali e ai casi di affitti d’azienda. Il punto di caduta sull’aliquota del bonus e sulla platea di riferimento sarà stabilito nei prossimi giorni sulla base delle risorse disponibili.