Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm recante ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19  sull’intero territorio nazionale.

Il decreto estende l’ area considerata zona rossa. 

Per evitare il contagio e dunque impedire alle persone di stare a distanza ravvicinata si è deciso di «sospendere tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati e dunque di sospendere ogni attività». Il provvedimento riguarda le «zone rosse» ma anche il resto d’Italia proprio per evitare che si creino altri focolai di Covid-19 o comunque il contatto tra le persone che potrebbero essere state contagiate ma essere asintomatiche.

Bar e ristoranti in Lombardia e nelle 14 province indicate dal presidente del Consiglio potranno aprire solo tra le 6 e le 18, e al loro interno dovranno garantire il rispetto della distanza di sicurezza tra gli avventori. Nel resto d’Italia, vengono sospese le attività di pub, discoteche, sale bingo, sale giochi; bar e ristoranti possono rimanere aperti «ma sarà obbligo del gestore di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro». Se questa disposizione non sarà rispettata scatterà la sanzione dellasospensione dell’attività. Per quanto riguarda le altre attività commerciali, anche in questo caso per l’intera penisola, «il gestore dovrà garantire un accesso con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori». Anche in questo caso il mancato rispetto della norma prevede «la sospensione dell’attività». C’è poi un’altra misura nel caso in cui «le condizioni strutturali o organizzative non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro»: il locale dovrà essere chiuso

I centri commerciali richiamano migliaia di persone e per questo è stato stabilito che «nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse».

I divieti sono scattati alle 24.00 del 7 marzo e saranno in vigore fino al 3 aprile.