Quello delle sale giochi e delle scommesse è uno dei settori più colpiti a seguito degli interventi per il contenimento del Coronavirus. E’ quanto sottolinea la Corte dei Conti a proposito del decreto Cura Italia.

“Le imprese, soprattutto nei settori più esposti, devono essere sostenute nella prevedibile crisi di liquidità connessa con la riduzione dell’attività, evitando fallimenti e chiusure che impatterebbero sul mercato del lavoro e sul potenziale di crescita futuro”, fa sapere la Corte dei Conti. “Determinante sarà anche erogare rapidamente agli aventi diritto i fondi stanziati, riducendo al minimo –eventualmente anche con modifiche al testo del decreto-legge –quei passaggi amministrativi non indispensabili che possono determinare un rallentamento e, quindi, una riduzione nell’efficacia delle misure assunte”. La Magistratura contabile spiega che “non tutti i settori produttivi sono colpiti con la stessa intensità: alcuni comparti stanno registrando difficoltà importanti (soprattutto il settore alberghiero, la ristorazione, il trasporto aereo e ferroviario, tutte le attività dello spettacolo come cinema e teatri, le manifestazioni sportive, il commercio non alimentare) mentre altri sono addirittura in crescita (si pensi alla farmaceutica, alle attività dell’indotto della sanità, ai servizi per l’informatica legati all’attivazione delle nuove postazioni di smartworking)”.

“Saranno necessari nuovi interventi da realizzare con le modalità proprie e i tempi di una economia che esce da una situazione paragonabile a quella di un conflitto e le cui energie vanno recuperate e sostenute”, suggerice la Corte dei Conti “sarà necessario aumentare le spese per la sanità anche per ripristinare la normale attività delle strutture ospedaliere una volta superata la crisi;altre risorse dovranno essere utilizzate per affrontare le difficoltà economiche di tutti i soggetti che andranno incontro a cadute del reddito e che necessitano di interventi di sostegno”.