L’incertezza per sale giochi, scommesse, bingo e slot è totale. Non c’è nessuna data per la Fase 2 e tutte i presunti piani sulle riaperture sono poco più che ipotesi.

“Il 4 maggio? No, Non c’è una data per fase 2 e riapertura. È una valutazione che dovrà fare il Consiglio dei ministri e concordare attraverso la cabina di regia, che è una proposta del Pd. La Fase 2 è da costruire insieme fra maggioranza, opposizione, Regioni, scienziati e parti sociali. E’ l’interruttore generale che si riaccende, bisogna ripartire gradualmente anche in base al fattore di rischio dei singoli settori produttivi. Il grado di rischio determinerà i tempi”. Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia a Circo Massimo su Radio Capital.

“L’emergenza insegna che la Prevenzione territoriale pubblica deve essere capillare e rigorosa. Le Regioni che hanno questa caratteristica ce l’hanno fatta, come Veneto ed Emilia, che di certo non hanno le condizioni della Lombardia. Fermo restando il principio della sussidiarietà, le Regioni quando c’è un’emergenza nazionale devono dire signorsì, questo non sempre è avvenuto in alcune regioni”, ha aggiunto Boccia.

L’unica cosa certa è che il tutto arriverà per step. Prima si allungherà la lista Ateco con le aziende pronte a riaprire i battenti -il Mise è in prima linea in questa partita- poi pian piano toccherà alle altre attività produttive del Paese. In fondo alla lista ristoranti, bar e pub, dove si gioca gran parte della vita sociale degli italiani.

C’è grande preoccupazione, come è comprensibile, nel settore del gioco legale , articolato tra sale giochi, scommesse, corner e gestione delle slot e vendita servizi di vendita di concorsi numerici e a pronostico.

Tutte queste attività sono state incluse tra quelle ritenute maggiormente danneggiate dall’introduzione delle restrizioni e obblighi di chiusura imposti per legge, consentendo una proroga del versamento dei tributi (anche se non per tutti).

Impossibile prevedere al momento una programmazione delle aperture, nonostante si profili, come ritengono alcune associazioni di categoria, uno slittamento secondo una logica che segue, anche se al contrario, quella delle chiusure. Questo vuol dire priorità alla vendita di beni di prima necessità e uno slittamento degli esercizi di aggregazione.

La speranza è che, in fase di confronto, possano essere valutate proposte e soluzioni in un’ottica di riorganizzazione del servizio così come degli accessi all’interno degli esercizi che offrono servizi di gioco.