Approvato in Aula al Senato il ddl “Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014”.

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“Sono oggi chiamato a riferire all’Assemblea sul disegno di legge n. 773 come relatore unico per le Commissioni riunite giustizia ed esteri. Ritengo opportuno sottolineare che questo disegno di legge, che reca la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta nel settembre del 2014 nella cittadina svizzera di Magglingen, sia stato approvato dalle Commissioni riunite senza modifiche e il mandato al relatore a riferire favorevolmente all’Assemblea sia stato conferito all’unanimità”. Così ha aperto il suo intervento in Aula il relatore Emanuele Pellegrini (Lega).

“Prima di procedere alla disamina del contenuto della Convezione e del disegno di legge di ratifica, vorrei sottolineare come l’esigenza di uno specifico testo convenzionale in materia discenda dalla consapevolezza che l’accresciuta commercializzazione degli eventi sportivi e la loro esposizione mediatica hanno prodotto, soprattutto negli ultimi anni, un consistente incremento di interessi economici legati ad alcuni risultati sportivi, incentivando lo sviluppo di un circuito legale di scommesse, nonché di un consistente mercato illegale. Quest’ultimo, in particolare, è potenzialmente in grado di offrire agli utenti margini di rendimento particolarmente elevati e risulta dunque attrattivo per organizzazioni criminali interessate alla manipolazione delle competizioni sportive, ai profitti e alla possibilità di riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Alcuni fenomeni corruttivi in ambito sportivo sono peraltro già oggetto di convenzioni internazionali, come la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata transnazionale, sottoscritta a Palermo nel 2000 e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione siglata a Merida nel 2003, testi che, tuttavia, non considerano espressamente i casi di manipolazione delle competizioni sportive, dal momento che essi esulano dal contesto della criminalità transnazionale e dalla nozione di corruzione in senso proprio.

Venendo al merito della Convenzione oggetto di ratifica, ricordo che essa è stata predisposta da un apposito gruppo di redazione intergovernativo ed è finalizzata espressamente a prevenire, individuare e combattere le partite truccate, la manipolazione e tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato delle competizioni sportive.

Più nel dettaglio, la Convezione si compone di 41 articoli suddivisi in IX capi.

Il capo I individua lo scopo, i principi guida e le definizioni rilevanti.

Il capo II oltre a disciplinare gli aspetti relativi alla prevenzione, alla cooperazione e alle altre misure che le parti possono adottare in relazione alla lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, tra cui le misure riguardanti il finanziamento delle organizzazioni sportive, quelle relative alle autorità di controllo sulle scommesse e quelle riguardanti gli operatori di scommesse sportive, dispone anche l’obbligo per gli Stati parte di individuare ed adottare, in conformità con la legge applicabile e con la giurisdizione interessata, i mezzi più adeguati di lotta contro le scommesse illegali, quali il blocco o la limitazione diretta o indiretta dell’accesso agli operatori remoti di scommesse illegali e chiusura degli operatori stessi, il blocco dei flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori, il divieto per gli operatori di pubblicizzare le loro attività illegali, la sensibilizzazione dei consumatori verso i rischi connessi alle scommesse illegali.

Il capo III disciplina lo scambio di informazioni tra le autorità pubbliche e le organizzazioni sportive coinvolte, prevedendo tra le altre misure l’identificazione di una piattaforma nazionale operativa nella lotta alla manipolazione delle manifestazioni sportive che fungerà da centro d’informazioni, raccogliendo e trasmettendo i dati rilevanti alle autorità e alle organizzazioni interessate.

I capi IV e V dettano le norme relative al diritto penale sostanziale, alle questioni giurisdizionali e al procedimento penale, stabilendo che la manipolazione delle competizioni sportive venga espressamente sanzionata dal diritto interno degli Stati parte, così come le attività intenzionali di concorso nella commissione dei reati previsti dalla Convenzione.

Con riferimento alle sanzioni penali e amministrative il capo VI contempla, oltre a quelle a carico delle persone fisiche, anche sanzioni indirette per le persone giuridiche e altre di natura amministrativa.

Il successivo capo VII disciplina il settore della cooperazione giudiziaria in materia penale, prevedendo tra l’altro che gli Stati parte cooperino tra loro nella misura più ampia possibile a fini investigativi e processuali in conformità agli strumenti nazionali e internazionali vigenti, oltre che in tema di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale, in base ai trattati internazionali, regionali e bilaterali applicabili.

Gli ultimi due capi del testo disciplinano rispettivamente tutto ciò che concerne l’aspetto di verifica dell’attuazione della Convenzione e le disposizioni finali.

Per quanto riguarda il disegno di legge di ratifica della Convenzione, esso si compone di sette articoli che dispongono rispettivamente in merito all’autorizzazione alla ratifica, all’ordine di esecuzione, all’autorità per la regolamentazione delle scommesse sportive, alle misure relative all’applicazione di pene accessorie, ai reati in materia di frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco e di scommessa e giochi d’azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati, alla clausola di invarianza finanziaria e all’entrata in vigore.

Particolarmente rilevanti nel merito sono le disposizioni di cui agli articoli da tre a cinque del disegno, le quali introducono norme di adeguamento dell’ordinamento nazionale alle previsioni della Convenzione. Più nel dettaglio, l’articolo 3 dà attuazione nell’ordinamento italiano all’articolo 9 della Convenzione, che invita gli Stati a identificare un’autorità responsabile per la regolamentazione delle scommesse sportive e per l’applicazione di misure di contrasto delle manipolazioni e delle competizioni.

L’autorità competente viene individuata dal legislatore nell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Vi ricordo infatti che l’Agenzia, in veste di amministrazione dei monopoli, è garante della legalità e della sicurezza in materia di gioco e svolge funzioni di controllo sulla produzione e vendita dei tabacchi, al fine di assicurare il regolare afflusso delle imposte. In particolare, nel comparto giochi l’Agenzia provvede alla verifica della regolarità del comportamento degli operatori e al contrasto dei fenomeni di gioco illegale.

L’articolo 4 dà invece attuazione dell’articolo 25 della Convenzione che richiede agli Stati parte di adottare le misure legislative necessarie a consentire il sequestro e la confisca dei beni, dei documenti e degli strumenti utilizzati per commettere i reati o dei profitti dei reati, anche attraverso l’aggressione a beni di valore equivalenti a tali profitti. A tal fine il disegno di legge disciplina la confisca, anche per equivalente, dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato. Con l’inserimento nella legge n. 401 del 1989 di un nuovo articolo 5-bis il provvedimento prevede che in caso di condanna o patteggiamento per uno dei delitti previsti dalla legge, il giudice debba ordinare la confisca penale e se questa non è possibile, ordinare la confisca di beni di valore equivalente a quelli che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato e di cui il reo ha la disponibilità anche indirettamente o per interposta persona.

In proposito vorrei segnalarvi che l’istituto della confisca per equivalente mira ad impedire che l’impiego economico dei beni di provenienza delittuosa possa consentire al colpevole di garantirsi il vantaggio che è l’oggetto specifico del disegno criminoso. La confisca colpisce, infatti, somme di denaro, beni o altre utilità di cui il reo abbia la disponibilità per un valore corrispondente al prezzo, al prodotto o al profitto del reato ed è prevista dal legislatore solo per talune fattispecie criminose, allorquando sia intervenuta condanna e sia impossibile identificare fisicamente le cose che ne costituiscono effettivamente il prezzo, il prodotto o il profitto.

L’istituto è attualmente disciplinato dall’articolo 322-ter del codice penale, inserito nel Capo relativo ai delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione. Proprio a tale disposizione fa espressamente rinvio il secondo comma del nuovo articolo 5-bis. In particolare, il richiamo alla legge speciale al terzo comma dell’articolo 322-ter del codice penale comporta che spetti al giudice, nella sentenza di condanna, determinare le somme di denaro o individuare i beni assoggettati a confisca.

L’articolo 5 introduce, poi, nel decreto legislativo n. 231 del 2001, la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati di frode in competizioni sportive e di esercizio abusivo di giochi e scommesse, dando così attuazione all’articolo 23 della Convenzione. Nel dettaglio, il disegno di legge inserisce un nuovo articolo 25-duodecies nel catalogo dei reati che costituiscono presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, prevedendo specifiche sanzioni pecuniarie per la commissione dei reati di frode nelle competizioni sportive e di scommesse illecite.

La riforma prevede che in caso di commissione di delitti, all’ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 500 quote. In caso di contravvenzioni, all’ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 260 quote.

Inoltre, il comma 2 dell’articolo 5 prevede, per la sola condanna relativa a delitti, l’applicazione delle sanzioni interdittive per l’ente previste dall’articolo 9 del decreto legislativo n. 231 del 2001 per una durata non inferiore a un anno”.

Per il senatore Massimo Candura (Lega): “La Convenzione che ci apprestiamo a ratificare è stata puntualmente esaminata dal relatore, senatore Pellegrini. A mio avviso, giova comunque puntualizzare il contesto in cui ci troviamo a operare. Gli ultimi trent’anni hanno visto un’enorme accelerazione e un progresso nella tecnologia dello scambio di informazioni e della comunicazione, volgarmente detta Internet. Ciò ha contributo ad aumentare enormemente la raccolta delle scommesse sportive a livello nazionale e internazionale, rendendo dunque ancora più appetibile questo settore dell’economia per la criminalità organizzata. Per altro, la facilità di comunicazione rende anche vulnerabile l’ambiente delle scommesse sportive per i malintenzionati e chi vuole distorcere in maniera dolosa il sistema.

Rimanendo in Italia, secondo l’Agenzia giornalistica sul mercato del gioco, nel 2017 il valore della raccolta delle scommesse sportive – ripeto, solo in Italia – ha superato i 10 miliardi di euro. Di questi, 4.327 milioni sono stati raccolti dalla sola Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I dati possono essere ricavati dal Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Inoltre, con riferimento alla raccolta di scommesse sportive di sua competenza, viene delineato un trend di aumento estremamente significativo. Nel 2015 l’Agenzia ha raccolto, solo per scommesse sportive, poco più di 2 miliardi di euro; nel 2016 il dato è stato pari a oltre 3 miliardi; nel 2017 si è arrivati a più di 4 miliardi. I dati relativi al 2018 di cui dispongo (non definitivi) sembrano confermare quelli del 2017.

Di conseguenza, l’ambiente delle scommesse sportive è vulnerabile e ne siamo coscienti, anche a livello storico, non solo per gli importi e a livello eventuale. Chi di noi non ricorda lo scandalo di Calciopoli?

Qualcuno di noi forse ricorda anche il fenomeno del totonero e la relativa inchiesta del 1980. L’impatto economico, ma anche di immagine, sull’intero Paese di questi fenomeni criminali è evidente a tutti. Per reprimere queste distorsioni in questo settore, che per l’economia italiana e anche per lo Stato italiano – non ce lo nascondiamo – è fondamentale, indichiamo e apprezziamo particolarmente il combinato disposto degli articoli 5, 12 e 13 della stessa Convenzione. Mi riferisco all’articolo 5, che prevede l’analisi del rischio della singola competizione sportiva, agli articoli 12 e 13, che prevedono lo scambio di informazioni sia a livello nazionale tra tutti i soggetti coinvolti, sia a livello internazionale e in più il fatto che i singoli Stati debbano mettere in piedi una piattaforma che è un vero proprio hub delle informazioni di uso interno ed esterno rispetto allo Stato stesso.

La fase preventiva è fondamentale e speriamo che la fase repressiva diventi efficace. Il rischio di manipolazione di questi eventi va oltre – lo ripeto – la sfera economica, che pure rimane significativa, investendo l’immagine del nostro Paese e anche l’immagine di tutti i soggetti che col crimine non hanno a che fare ma che ne rimangono sporcati. Per questo motivo, tale piattaforma e tale sistema messo in piedi dalla Convenzione riscuote il parere favorevole del Gruppo della Lega Salvini Premier – Partito sardo d’azione, a nome del quale chiedo voto favorevole per la Convenzione stessa”.

Il senatore Enrico Aimi (Fi) ha detto: “Il mio è solo un breve intervento per lasciare traccia della posizione del nostro movimento politico, Forza Italia, in merito a questo provvedimento che riteniamo assolutamente importante. Molto è già stato detto dal relatore ed è per questo che mi esimo dall’entrare nei particolari di questa Convenzione, che abbiamo peraltro elaborato, discusso e approfondito anche nella 3a Commissione (affari esteri) e della quale condividiamo – lo voglio dire come elemento primario – gli obiettivi. L’obiettivo della Convenzione del Consiglio d’Europa è essenzialmente quello di combattere la manipolazione delle competizioni sportive al fine di proteggere – è questo il punto essenziale – l’integrità e l’etica dello sport nella sua autonomia. È per questo che i principi che sono ispiratori di questa Convenzione sono principi che noi sottoscriviamo e che vanno dall’educazione alla sensibilizzazione degli atleti in merito a questi fatti e soprattutto alla trasparenza – questo è un altro elemento importante – dei finanziamenti pubblici e anche al monitoraggio degli operatori di scommesse sportive. Ovviamente non poteva mancare lo scambio di informazioni che deve esserci in questo tipo di indagini quando vengono svolte.

Un altro aspetto che noi riteniamo molto importante è quello degli articoli 15 e 18, che contengono le previsioni in tema di diritto penale sostanziale, che sono ispirate all’esigenza che la manipolazione delle competizioni sportive sia espressamente sanzionata dal diritto interno. La Convenzione non contiene elementi, dà solo un’indicazione, ma il nostro diritto sostanziale penale è sufficientemente ampio per poter ricomprendere tutti i comportamenti antigiuridici che possono essere posti in essere. Per queste ragioni, Presidente, il Gruppo di Forza Italia esprimerà un voto favorevole”.