«Il gioco, di per sé, non va demonizzato. Quando sconfina nel patologico, tuttavia, diventa problematico, anche perché colpisce i soggetti più fragili. E nel nostro territorio, purtroppo, ha raggiunto livelli preoccupanti». Lo ha detto Ombretta Conca, responsabile amministrativa dell’Azienda sociale altolariana nell’ambito di un convegno svoltosi a Gravedona (CO) dove sono stati illustrati i dati sul gioco d’azzardo dell’Ufficio di Piano di Dongo – Azienda Speciale “Le Tre Pievi”.

«È un fenomeno sottovalutato – ha commentato il presidente della Provincia e sindaco di Trezzone, Fiorenzo Bongiasca – forse perché la gente fatica ad associare al gioco una vera e propria patologia. Si tratta, invece, di una malattia capace di distruggere i risparmi di una vita e, addirittura, la vita stessa delle persone. In Alto Lario, in particolare, è necessario intervenire al più presto per porre un freno». E’ quanto si legge su laprovinciadicomo.it.

«Una legge è più necessaria che mai – ha sottolineato Filippo Torrigiani, consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle mafie –. Invece di recuperare fondi attraverso la lotta all’evasione fiscale e le sanzioni per il mancato rispetto delle norme europee sullo smaltimento dei rifiuti, lo Stato tende a preferire un introito di denaro dal gioco d’azzardo. Perché? Dovrebbe riconoscere, invece, le proprie responsabilità e intervenire per porre sotto controllo un mercato che è ormai fuori controllo. Non è un segreto, infatti, che i siti di ‘gioco on line’ illegali infestino la rete e sfuggano quasi del tutto al controllo delle istituzioni preposte».

«C’è un corto circuito nello Stato, che ottiene proventi fiscali senza curarsi dell’impoverimento che il gioco produce e degli interessi criminali che vi si insinuano – è la considerazione di Corrado Celata, esperto dell’Ats metropolitana di Milano –. Il convegno di Gravedona ha ben rappresentato lo spirito dei più recenti provvedimenti regionali, secondo i quali la questione si può affrontare solo facendo squadra e sistema, cercando di elaborare strategie mirate di contrasto e, soprattutto, di prevenzione».