‘Prima dobbiamo togliere il lockdown, riavviare le fabbriche. Solo dopo andremo di nuovo al bar’.

E’ quanto ha dichiarato il premier Giuseppe Conte in una intervista rilasciata al quotidiano tedesco bavarese Süddeutsche Zeitung.

Alla domanda se certi Paesi vicini abbiano sottovalutato i rischi per la salute, Conte ha risposto che “Questa pandemia colpisce tutti indistintamente. Sarebbe irresponsabile sottovalutarla. Questa crisi ci cambierà, ci indurrà a modificare alcune delle nostre abitudini preferite. Ma, allo stesso tempo, sta facendo emergere il profilo migliore della nostra società fatto di competenza, dedizione, capacità di sacrificio, coraggio, altruismo”.
Per i bar e i ristoranti la riapertura appare ancora lontana rispetto all’inizio della fase 2. Le tabelle Inail assegnano infatti a questi luoghi di ritrovo un livello di rischio elevato.

Intanto la FIPE-COMMERCIO denuncia 50mila imprese e 300mila posti di lavoro in meno: è la stima del costo economico della pandemia . A rimetterci sarà soprattutto il settore dei pubblici esercizi, come bar, ristoranti e locali, che stanno già subendo perdite stimate a 30 miliardi di euro.

 

A Torino si pensa a sgravi fiscali per i bar

A Torino Cosap gratuita o comunque ridotta per bar, ristorante ed esercizi commerciali, così come possibilità di ampliare lo spazio esterno di tavolini, sedie ed ombrelloni. Sono queste alcune delle proposte elaborate dal Comune di Torino per permettere la ripartenza della movida nella Fase 2, illustrate questa mattina dall’assessore al commercio Alberto Sacco durante l’approfondimento sul regolamento dehors.

Prima della traduzione in una norma, come ha voluto chiarire l’esponente della giunta Appendino, “aspettiamo le regole del governo sui distanziamenti negli esercizi: potrebbe essere necessario ampliare lo spazio dedicato ai dehors con gli stessi tavoli di prima”. Una proposta che risponde alle richieste delle associazioni di categoria, Ascom e Confesercenti, di far ripartire il settore della ristorazione ed intrattenimento, colpito duramente dal Coronavirus per le chiusura imposta dal Governo per contenere i contagi.