Multe fino a mille euro per chi è senza Green Pass nelle scuole, università e Rsa, e per chi deve effettuare i controlli. Chiunque entri in uno di questi istituti sarà costretto a mostrare il certificato verde fino al 31 dicembre, giorno in cui termina lo stato di emergenza, altrimenti scatterà la sanzione. Le nuove norme sul Green Pass sono contenute nella bozza del decreto legge che ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri ed estende l’obbligo del passaporto vaccinale al personale esterno della scuola e dell’università e prevede invece l’obbligo di vaccino per i lavoratori delle Rsa, anche esterni. Il decreto in questione è quello contenente ‘Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario – assistenziale (Presidenza – Istruzione – Università e ricerca – Salute)’. E’ quanto scrive repubblica.it.

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A breve, comunque, ci sarà un ulteriore intervento di estensione del lasciapassare, ha spiegato Mario Draghi durante la riunione. Questione che non avrebbe comunque fatto scaturire un dibattito durante il Consiglio. “Draghi ha confermato quanto già detto in conferenza stampa ovvero la gradualità nell’estensione del certificato verde”, ha spiegato il ministro delle Pari opportunità, Elena Bonetti, al termine del Cdm.

Green Pass, obbligo per chiunque entri a scuola

“Fino al 31 dicembre 2021, cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative”, “deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19”. Lo si legge nella bozza del decreto sul Green pass approvato oggi in Cdm.

No obbligo Green Pass a scuola per chi è esentato dal vaccino

L’obbligo di esibire il Pass vale per chiunque entri in una scuola ma non riguarda gli studenti e chi è esentato dal vaccino. L’estensione vale anche per le università. I controlli spettano ai dirigenti scolastici e nel caso di personale esterno alle scuole, anche ai rispettivi datori di lavoro.

Sanzioni 400-1000 euro per chi è senza Green Pass

Il personale che lavora in ambito scolastico, universitario e delle Rsa che verrà trovato a seguito dei controlli senza il green pass sarà punito con una sanzione che va da 400 a mille euro. È quanto prevede la bozza del decreto. La sanzione sarà applicata sia ai lavoratori che non avranno la certificazione, sia ai dirigenti e ai datori di lavoro ai quali sono demandati i controlli.

I dirigenti scolastici devono verificare il rispetto delle norme

“I dirigenti scolastici e i responsabili di tutte le istituzioni scolastiche, educative sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni” sul green pass nelle scuole. Si legge nella bozza del decreto sul Green pass. “Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni (…) deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro. Le verifiche delle certificazioni verdi Covid-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10. Con circolare del Ministro dell’istruzione possono essere stabilite ulteriori modalità di verifica”.

In Rsa con vaccino o sospesi stipendio e lavoro

Lavorare in un Rsa, anche come personale esterno, comporterà l’obbligo vaccinale. Chi vorrà sottrarsi verrà sospeso dal lavoro e non percepirà alcuna retribuzione. Lo stabilisce sempre il decreto approvato oggi in Cdm, che applica quanto già previsto per il personale sanitario “a tutti i soggetti anche esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa nelle strutture” di ricovero per anziani, si legge nella bozza del dl approdata in Cdm. Dall’obbligo sono esclusi i “soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del ministero della salute”. Per tutti gli altri che vorranno sottrarsi alla vaccinazione si introduce dunque “la sospensione della prestazione lavorativa”, il che “comporta che non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato” fino “all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, fermo restando quanto previsto dall’articolo 4 comma 10”.